Giganti di ghiaccio come Urano e Nettuno nascondono interni complessi, con pressioni estreme e temperature di migliaia di kelvin che ne rivelano la natura dinamica
Nonostante l’aspetto relativamente uniforme osservabile dall’esterno, i giganti di ghiaccio come Urano e Nettuno presentano un ambiente interno estremamente complesso e dinamico. Le condizioni fisiche sono caratterizzate da pressioni che possono raggiungere milioni di volte quella atmosferica terrestre e da temperature dell’ordine di migliaia di kelvin.

Condizioni estreme e stati della materia
In condizioni estreme, la materia assume comportamenti non convenzionali. Le elevate pressioni e temperature favoriscono la formazione di fasi esotiche, molto diverse dagli stati solido, liquido o gassoso tipici dell’esperienza terrestre. Questi stati includono configurazioni in cui le proprietà strutturali e dinamiche degli atomi risultano profondamente alterate.
Composizione chimica dei giganti di ghiaccio
Contrariamente a quanto suggerisce la denominazione, Urano e Nettuno non sono composti da ghiaccio nel senso comune del termine. La loro struttura interna è costituita principalmente da una miscela densa e calda di acqua (H₂O), ammoniaca (NH₃) e metano (CH₄), in condizioni di alta pressione che ne modificano profondamente le proprietà chimico-fisiche.
La riproduzione in laboratorio delle condizioni presenti all’interno di questi pianeti rappresenta una sfida significativa. Sarebbero necessarie pressioni dell’ordine dei terapascal (10¹² pascal) e temperature sufficientemente elevate da compromettere l’integrità dei materiali contenitivi. Di conseguenza, gran parte delle conoscenze attuali deriva da simulazioni computazionali avanzate e da esperimenti indiretti condotti con tecniche ad alta energia, come compressione dinamica tramite laser o onde d’urto.

Implicazioni scientifiche
La scoperta e la caratterizzazione di stati come la fase superionica quasi-1D contribuiscono a migliorare la comprensione della struttura interna e dell’evoluzione termica dei giganti di ghiaccio. Inoltre, forniscono informazioni rilevanti per lo studio della materia in condizioni estreme, con possibili applicazioni anche in fisica dei materiali e scienze planetarie.
La comprensione delle condizioni estreme all’interno dei pianeti ghiacciati come Urano e Nettuno richiede l’impiego di simulazioni avanzate. Tra queste, un approccio noto come “Urano sintetico” consente di riprodurre in laboratorio (o computazionalmente) pressioni e temperature tipiche degli strati interni di questi corpi celesti.
Limiti dei modelli chimici convenzionali
Studi precedenti hanno dimostrato che molecole semplici come il metano (CH₄) non sono stabili a pressioni elevate. Intorno ai 95 GPa, tali composti si dissociano, generando materiali ricchi di idrogeno e forme allotropiche del carbonio, tra cui il diamante. Tuttavia, questi modelli perdono validità a pressioni ancora maggiori, limitando la comprensione delle fasi della materia in condizioni più estreme.
Per superare tali limiti, recenti ricerche adottano un approccio di primo principio basato sulla meccanica quantistica, in cui le proprietà del sistema emergono direttamente dalle interazioni fondamentali tra le particelle.
Secondo queste simulazioni, a pressioni superiori a 1100 GPa, carbonio e idrogeno formano un composto stabile con stechiometria CH. Questo materiale presenta una struttura altamente non convenzionale: gli atomi di carbonio si organizzano in un reticolo rigido con geometria elicoidale chirale, simile a una scala a chiocciola su scala atomica.

Stato superionico e comportamento anisotropo
A temperature comprese tra 1000 K e 3000 K, il composto entra in uno stato superionico. In questa fase, gli atomi di carbonio mantengono una struttura cristallina stabile, mentre gli atomi di idrogeno diventano mobili.
Diversamente da sistemi noti come l’acqua superionica, in cui è l’ossigeno a formare il reticolo, qui è il carbonio a costituire la struttura portante. Gli atomi di idrogeno mostrano un comportamento peculiare:
- diffusione quasi unidimensionale lungo l’asse della struttura elicoidale (asse z)
- moto rotazionale nel piano trasversale (xy)
Questo regime dinamico è stato definito come uno stato superionico quasi-1D, caratterizzato da una “dimensionalità diffusa” ibrida, mai osservata prima.

Proprietà fisiche e anisotropia
Il comportamento direzionale degli atomi si riflette nelle proprietà macroscopiche del materiale. In particolare, la conducibilità termica ed elettrica è elevata lungo l’asse elicoidale e nelle direzioni ortogonali, tali proprietà risultano significativamente ridotte.
Nonostante la mobilità degli ioni idrogeno (carichi positivamente), la conduzione elettrica è dominata principalmente dagli elettroni, suggerendo un contributo elettronico prevalente. Questi risultati hanno importanti conseguenze per l’interpretazione dei campi magnetici di Urano e Nettuno. I modelli tradizionali assumono che i materiali superionici conducano isotropicamente calore ed elettricità.
L’esistenza di una fase anisotropa quasi-1D mette in discussione tale ipotesi, offrendo una possibile spiegazione alternativa per la geometria irregolare e inclinata dei campi magnetici osservati in questi pianeti.
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