V Sagittae diventerà l’astro più luminoso della notte, ma solo verso la fine del secolo: un evento rarissimo, ma ben diverso da quanto pensiamo.
Nelle ultime ore circolano notizie su una “nuova stella” pronta ad apparire nei nostri cieli, visibile addirittura alla luce del Sole. La notizia parte da uno studio reale, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, ma la realtà dei fatti è leggermente diversa e temporalmente più lontana rispetto a quanto suggerito da alcuni titoli online. Il protagonista è il sistema binario V Sagittae, situato nella costellazione della Freccia, e questo evento rarissimo non accadrà domani (una supernova. Ma quando allora?
Cosa sta succedendo a V Sagittae?
Partiamo dal principio e dal “quando e perchè” della scoperta. Dietro lo studio c’è il team guidato dal dott. Pasi Hakala (Università di Turku, Finlandia) dal dottor Pablo Rodríguez (Instituto de Astrofísica de Canaria) e dal dottor Phil Charles (Università di Southampton).
Gli scienziati hanno analizzato un secolo di dati, incluse le lastre fotografiche dell’archivio DASCH di Harvard risalenti al 1890. I numeri mostrano che V Sagittae è una variabile cataclismica unica nel suo genere: la sua luminosità è aumentata di dieci volte nel corso del Novecento e continua a crescere.
Il sistema e la supernova futura
Il sistema è composto da una stella ordinaria di circa 3,3 masse solari e da una nana bianca di 0,9 masse solari. Contrariamente a quanto accade di solito, qui è la stella più grande a riversare enormi quantità di materiale sulla compagna più piccola. V Sagittae è quindi un sistema “sbagliato”.
Le variabili cataclismiche funzionano quasi sempre allo stesso modo: c’è una nana bianca vorace che strappa gas a una compagna più leggera. Qui le parti sono invertite. La cosa affascinante (o preoccupante, dipende dai punti di vista) è che questo trasferimento di massa sta facendo stringere l’orbita delle due stelle a una velocità crescente.

La fusione prevista per il 2083
Secondo i calcoli dei ricercatori, questa spirale porterà le due stelle a toccarsi e fondersi fisicamente intorno al 2083 (con un margine di incertezza di circa 16 anni, per precisazione). In molti hanno gridato alla “Supernova“, ma tecnicamente non è così. Non vedremo l’esplosione termonucleare di una nana bianca che supera il proprio limite critico: assisteremo a una fusione fisica, un merger, dove i due “cuori” delle stelle si fonderanno (nel caos).
Gli astronomi chiamano questo evento “Nova Rossa Luminosa” (Luminous Red Nova). Abbiamo già visto qualcosa di simile nel 2008 con V1309 Scorpii, ma V Sagittae promette di fare le cose molto più in grande. Per qualche settimana diventerà il punto più luminoso del firmamento dopo la Luna, superando Sirio, quasi al livello di Venere.
Supernova visibile di giorno? Calma, facciamo chiarezza.
Riguardo alla visibilità diurna, è necessario ridimensionare le aspettative. Al suo picco massimo, V Sagittae potrebbe raggiungere una magnitudine di -4.4, paragonabile a quella del pianeta Venere.
Venere è tecnicamente visibile in pieno giorno, ma solo a patto di avere un cielo estremamente limpido, una vista perfetta e di conoscere l’esatta posizione dell’astro.
Non vedremo quindi un “secondo sole” illuminare il paesaggio a mezzogiorno, ma un oggetto straordinariamente brillante che dominerà il firmamento notturno. Se tra sessant’anni quindi il cielo si accenderà come previsto, sapremo che i modelli sull’evoluzione delle binarie a contatto erano giusti. Fino ad allora, sarà solo un’attesa lunga e paziente.
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