Tutto è iniziato con un volo che ha perso quota senza comando. Ora l’Europa ordina verifiche ai computer di bordo, mentre gli astrofisici cercano il colpevole nello spazio.

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Un Airbus A320 della JetBlue ha improvvisamente abbassato il muso, iniziando una discesa non prevista. I piloti sono riusciti a riprendere il controllo, ma l’incidente ha fatto scattare l’allarme rosso. La “colpa” sembra essere di ELAC, uno dei computer fondamentali che gestisce i comandi di volo, non si è trattato però di un guasto meccanico, ma di un errore: il cervello elettronico dell’aereo è andato momentaneamente in confusione.

Un proiettile invisibile?

Perché un computer così affidabile dovrebbe impazzire? Qui, nemmeno a dirlo, entra in gioco la fisica spaziale. L’ipotesi principale è che un Single Event Upset (SEU) abbia colpito i microchip. Spiegato meglio, una particella ad alta energia proveniente dallo spazio avrebbe colpito la memoria del computer, cambiando un bit da 0 a 1. Come premere un interruttore a caso nel cervello dell’aereo.

Per evitare che accada di nuovo, l’EASA ha ordinato a tutte le compagnie che usano quegli specifici componenti di sostituirli o controllarli immediatamente, una mossa che Airbus definisce precauzionale per garantire sicurezza totale.

Il giallo della tempesta solare

La parte più interessante della vicenda è la causa. Inizialmente si è pensato a una tempesta solare, dato che il Sole è molto attivo in questo periodo, tuttavia, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha bocciato l’idea. Analizzando i dati dei satelliti e dei rilevatori a terra, gli scienziati italiani hanno notato che il 30 ottobre il Sole era in realtà molto tranquillo: nessuna tempesta geomagnetica ha colpito la Terra in quelle ore.

Quindi, se è stato un raggio cosmico a colpire l’aereo, potrebbe essere stato un proiettile vagante e isolato, non una raffica sparata da un’eruzione solare. Il dubbio resta, ma la soluzione è già in atto: aggiornare l’hardware per renderlo immune anche a questi eventi spaziali.

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