Gli astronomi hanno trovato la struttura più grande nell’Universo: è larga 1,3 miliardi di anni luce. Ecco di cosa si tratta.

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Gli astronomi hanno scoperto la struttura più grande nell’Universo, soprannominata Quipu dal nome di un sistema di misurazione Inca. Contiene la sconvolgente cifra di 200 quadrilioni di masse solari. Questa gigantesca struttura cosmica è larga più di 400 megaparsec. Sono più di 1,3 miliardi di anni luce. È chiaro che una struttura così grande ha ripercussioni importanti sull’ambiente circostante: comprendere quegli effetti è fondamentale per comprendere il cosmo. Secondo una nuova ricerca, studiare Quipu e le strutture simili può aiutarci a capire come si evolvono le galassie, ma anche a migliorare l’accuratezza delle nostre misurazioni cosmologiche.

Cosa sappiamo di Quipu

struttura cosmica
Un diagramma della sovrastruttura di Quipu. La distanza è in megaparsec, con i punti rossi che mostrano gli oggetti presenti all’interno e le linee nere che mostrano come sono collegati fra loro. Crediti: Bohringer et al., Astronomy and Astrophysics, 2025.

La ricerca è stata accettata per la pubblicazione sulla rivista Astronomy and Astrophysics. Hans Bohringer dell’Istituto Max Planck è l’autore principale. Le superstrutture sono strutture cosmiche estremamente grandi che contengono gruppi di ammassi di galassie e superammassi. Alcune di esse sono così massicce che infrangono i nostri modelli di evoluzione cosmologica.

Quipu è la struttura più grande che abbiamo mai trovato nell’Universo. Questa e le altre quattro superstrutture trovate dai ricercatori contengono il 45% degli ammassi di galassie, il 30% delle galassie, il 25% della materia e occupano una frazione di volume del 13%.

Come hanno scoperto questa gigantesca struttura cosmica

Bohringer e i suoi hanno trovato Quipu e altre quattro superstrutture entro un intervallo di distanza da 130 a 250 Mpc. Hanno utilizzato le osservazioni a raggi X per identificare e analizzare le superstrutture. Questo tipo di strutture possono alterare perfino la radiazione cosmica di fondo, l’eco residuo del Big Bang. Possono anche avere un impatto sulle misurazioni della costante di Hubble, un valore che descrive la velocità con cui l’Universo si sta espandendo. La ricerca sottolinea inoltre che possono alterare e distorcere le nostre immagini del cielo a causa di lenti gravitazionali su larga scala. Ciò può introdurre errori nelle nostre misurazioni.

Non persisteranno per sempre

Queste superstrutture sono fondamentali per comprendere l’Universo. Contengono una porzione significativa della sua materia e influenzano l’ambiente circostante in modi diversi. Saranno però necessarie ulteriori ricerche per comprenderle e capire meglio la loro influenza sul cosmo. Secondo lo studio, infine, non persisteranno per sempre. “Nella futura evoluzione cosmica, queste superstrutture sono destinate a rompersi in diverse unità. Sono quindi configurazioni transitorie”, spiegano gli scienziati.

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