Gli scienziati hanno scoperto una stella simile al Sole attorno a cui orbita un pianeta che… non dovrebbe esistere. Ecco perché.

La ricerca di pianeti al di fuori del nostro Sistema Solare – i cosiddetti esopianeti – è uno dei campi in più rapida crescita in astronomia. Negli ultimi decenni sono stati rilevati più di 5.000 esopianeti e gli astronomi stimano che in media ci sia almeno un pianeta per ogni stella della nostra galassia. Ebbene, un team di astronomi ha studiato una stella simile al nostro Sole tra miliardi di anni, scoprendo un pianeta che a tutti gli effetti non avrebbe dovuto essere lì. Cerchiamo di capirne il motivo.

Il corpo celeste che non dovrebbe esistere

Proprio come gli esseri umani, le stelle subiscono cambiamenti man mano che invecchiano. Una volta che una stella ha esaurito tutto l’idrogeno nel nucleo, quest’ultimo si restringe e l’involucro esterno si espande man mano che la stella si raffredda. In questa fase detta “gigante rossa”, le stelle possono crescere fino a oltre 100 volte la loro dimensione originale. Quando questo accadrà al nostro Sole, tra circa 5 miliardi di anni, prevediamo che diventerà così grande da inghiottire Mercurio, Venere e forse la Terra. Il pianeta scoperto avrebbe dovuto fare la stessa fine.

Almeno la metà di tutte le stelle nella nostra galassia non si sono formate isolatamente come il nostro Sole, ma fanno parte di sistemi binari. Se la stella in origine faceva parte di un sistema binario, il pianeta potrebbe non aver mai affrontato il pericolo di essere inghiottito. Una fusione delle due stelle potrebbe aver impedito l’espansione di entrambe a una dimensione abbastanza grande da inghiottire il pianeta stesso. Altra possibile spiegazione potrebbe essere che il pianeta è nato da poco. La violenta collisione tra le due stelle potrebbe aver prodotto una nube di gas e polvere da cui potrebbe essersi formato. In altre parole, il pianeta Halla potrebbe essere un pianeta di “seconda generazione” appena nato.

Riferimenti: The conversation