Nel 2016 una galassia nella costellazione del Drago catturò l’attenzione degli scienziati. Uno studio recente rivela la presenza di un buco nero supermassiccio che emette getti a una velocità pari a quasi un terzo di quella della luce.

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Nel 2016 una galassia nella costellazione del Drago catturò l’attenzione degli scienziati con misteriosi bagliori che lasciavano presagire un’attività insolita. Oggi, in uno studio più recente, gli astronomi hanno confermato qualcosa di sorprendente: la presenza di un buco nero supermassiccio che emette getti “gemelli” a una velocità impressionante, pari a quasi un terzo di quella della luce. La galassia, chiamata 1ES 1927+654, si trova a circa 270 milioni di anni luce di distanza nella costellazione del Drago. Ospita un buco nero centrale la cui massa è stimata in circa 1,4 milioni di volte quella del nostro Sole.

Strane emissioni di raggi X

Una rappresentazione grafica delle strane emissioni accelerate di raggi X dal buco nero supermassiccio. Crediti: Istituto di tecnologia del Massachusetts.

I ricercatori hanno notato aumenti nelle emissioni di raggi X durati mesi e, subito dopo, potenti segnali radio hanno indicato un’improvvisa esplosione. Eileen Meyer dell’Università del Maryland ha guidato un team che ha catturato il brillamento radio con osservazioni ad alta risoluzione. Gli scienziati hanno scoperto quelli che sembrano essere getti opposti di gas ionizzato, la cui distanza complessiva si estende per circa mezzo anno luce. I dati suggeriscono che questi getti si siano originati quando l’attività dei raggi X ha iniziato ad aumentare, ma spessi strati di gas caldo probabilmente li avevano nascosti alla vista dei telescopi fino a quando non si sono finalmente liberati, l’anno scorso.

Impulsi inspiegabili

Un altro team ha studiato impulsi di raggi X inspiegabili: erano oscillazioni quasi periodiche, la cui luminosità aumentava e diminuiva di circa il dieci percento ogni pochi minuti. “Un modo per produrre queste oscillazioni è tramite un oggetto in orbita all’interno del disco di accrescimento del buco nero”, ha spiegato Megan Masterson, dottoranda presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT). Il team ha scoperto che questi brillamenti hanno accelerato da un ciclo di 18 minuti a uno di 7 minuti. Sospettano che un corpo orbitante possa essersi avvicinato a spirale al buco nero, solo per stabilizzarsi su un percorso stabile una volta persa parte della sua materia.

La presenza di una nana bianca?

Uno scenario probabile è la presenza di una nana bianca. “La nostra ipotesi è che si tratti di una nana bianca che si sta avvicinando al buco nero”, spiegano gli scienziati. I ricercatori stimano che la nana bianca potrebbe avere una massa pari a circa un decimo di quella del Sole. Al contrario, il buco nero supermassiccio stesso è dell’ordine di 1 milione di masse solari. Quando un oggetto si avvicina così tanto a un buco nero supermassiccio, ci si aspetta che vengano emesse onde gravitazionali, che trascinano l’oggetto più vicino al buco nero. Mentre si avvicina, la nana bianca si muove a una velocità maggiore, il che può spiegare la frequenza crescente delle oscillazioni dei raggi X osservate dai ricercatori. Serviranno però ulteriori approfondimenti per capirne di più.

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