Il telescopio Subaru situato presso l’Osservatorio Mauna Kea alle Hawaii ha scoperto un nuovo mondo all’interno del nostro sistema solare, soprannominato “Ammonite”
Nel 2003, ricercatori finanziati dalla NASA individuarono quello che all’epoca era l’oggetto più distante mai scoperto nel nostro Sistema Solare. Il pianeta nano, chiamato Sedna in onore della dea Inuit del mare, si trovava a oltre 12,9 miliardi di chilometri dalla Terra, il che lo renderebbe potenzialmente un oggetto interno dell’ipotetica “nube di Oort” che circonda il nostro Sistema Solare. Ora, c’è la scoperta di questo nuovo mondo.
Sedna
Gli scopritori hanno ipotizzato che Sedna si sia creata nel Sistema Solare nelle prime fasi della sua evoluzione e che la sua orbita sia stata modificata a causa di effetti dinamici successivi alla formazione del Sole all’interno di un denso ammasso stellare. Secondo altre versioni, l’orbita di Sedna è stata modificata da un incontro stellare (ad esempio, il passaggio della stella di Scholz circa 70.000 anni fa a una distanza di 52.000 UA dal Sole), oppure Sedna è stata catturata da una stella di piccola massa o da una nana bruna nello spazio interstellare.

Il planetoide è stato il primo dei “sednoidi” ad essere scoperto; oggetti transnettuniani con orbite fortemente eccentriche. Le loro orbite sono in realtà piuttosto insolite, e ci sono parecchie ipotesi su come siano finiti dove sono, che vanno dalle maree galattiche all’influenza di un (ancora ipotetico) Pianeta 9. Grazie alla scoperta di questo nuovo mondo, potremmo essere un po’ più vicini alla risposta.

A marzo, maggio e agosto 2023, il telescopio ha individuato un potenziale oggetto ai margini del nostro Sistema Solare. Osservazioni di follow-up effettuate a luglio 2024 con il telescopio Canada-Francia-Hawaii hanno confermato l’oggetto, ufficialmente denominato 2023 KQ14, e la sua orbita, confermandolo come il quarto Sednoide scoperto. Ulteriori ricerche d’archivio hanno mostrato che l’oggetto era stato individuato nel 2021 e nel 2014, nonché dal Kitt Peak National Observatory nel 2005, consentendo al team di restringere la precisione dell’orbita del mondo chiamato “Ammonite”.
Il corpo celeste scoperto
Le osservazioni di Ammonite suggeriscono che abbia un diametro compreso tra 220 e 380 chilometri. Modellando l’orbita della sednoide, il team ha scoperto che il suo perielio, il punto di massimo avvicinamento al Sole, si trova tra 50 e 75 unità astronomiche (UA), dove un’UA è la distanza tra la Terra e il Sole. Il suo afelio, il punto più lontano dal Sole, si trova a circa 252 UA dal centro. Simulando l’orbita di Ammonite nel passato, il team ha scoperto che è rimasta stabile per almeno 4,5 miliardi di anni. Osservando le altre sednoidi, il team ha scoperto che l’orbita di Ammonite era sorprendentemente simile, fino a circa 4,2 miliardi di anni fa, probabilmente quando un “evento di raggruppamento” sconosciuto ne influenzò le traiettorie, 300 milioni di anni dopo la formazione del Sistema Solare.
Osservazioni future
La causa di questo raggruppamento di oggetti resta una questione aperta, con la possibilità che si tratti di una stella di passaggio o di un pianeta espulso ancora sul tavolo. Sebbene sia ancora possibile, il team ritiene che questa nuova scoperta riduca le probabilità dell’esistenza del Pianeta Nove, poiché non è chiaro il motivo per cui l’ipotetico pianeta dovrebbe raggruppare gli altri sednoidi, ma non Ammonite. Sono necessari ulteriori studi sull’ammonite e sugli altri sednoidi per stabilire con maggiore precisione cosa sia successo, ma avere questo oggetto “fossile” ci aiuterà lungo il cammino e forse ci aiuterà a chiarire se il Pianeta 9 esiste davvero, ai margini del nostro Sistema Solare.
Per saperne di più:
- Leggi l’articolo “Something Extraordinary Occurred”: A New 380-Kilometer World Has Been Found In Our Solar System” su IFLScience
Immagine di copertina rappresentazione artistica credit NASA, ESA, M. Kornmesser
