Il Carl Sagan Institute di Cornell ha pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society un catalogo di esopianeti candidati più promettenti nella ricerca di vita

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Dall’ottobre 2024, quando l’archivio degli esopianeti noti ha superato quota 6.000, la comunità astronomica si è trovata di fronte al problema di dover capire quanti di questi mondi vale la pena osservare più da vicino e con quale ordine. La risposta del Carl Sagan Institute di Cornell è arrivata il 19 marzo, con la pubblicazione di un catalogo dei candidati più promettenti.

GAIA fondamentale

Il team, guidato dalla professoressa Lisa Kaltenegger e composto da tre studenti universitari, Abigail Bohl, Lucas Lawrence e Gillis Lowry, ha utilizzato i dati della missione Gaia dell’ESA e del NASA Exoplanet Archive per analizzare quanto energia stellare ricevono questi pianeti, le loro dimensioni, masse, età e l’eccentricità delle orbite. Su 6.000 esopianeti noti, 290 si trovano nella zona abitabile delle loro stelle. Di questi 290, solo 45 sono rocciosi con caratteristiche paragonabili alla Terra. Il catalogo più ristretto scende poi a 24 candidati. 27 dei 45 transitano davanti alle loro stelle visti dalla Terra, il che li rende, fortunatamente, analizzabili dal James Webb per lo studio delle atmosfere.

Tra 6.000 esopianeti noti, questi 45 sono i più simili alla Terra
Nell’immagine raffigurati i confini della zona abitabile attraverso il tipo di stella con esopianeti rocciosi di Bohl et al. (2026). Credit: Gillis Lowry e Pablo Carlos Budassi

Cosa li rende interessanti

La lista include Proxima Centauri b, a circa 4,2 anni luce, e quattro pianeti del sistema TRAPPIST-1, a circa 40 anni luce, che orbita attorno a una stella nana rossa più piccola del Sole, una caratteristica che rende i suoi pianeti più facili da studiare perché il contrasto tra stella e pianeta è più favorevole. Tra i 10 pianeti che ricevono una quantità di radiazione stellare più simile alla terrestre, 2 risultano già raggiungibili con strumentazione attuale o in costruzione, parliamo di TRAPPIST-1 e e TOI-715 b.

Esopianeti e zona abitabile

Il catalogo include anche pianeti ai margini estremi della zona abitabile perché osservarli permetterà di capire dove l’abitabilità finisce davvero, una soglia che solo le osservazioni dirette potranno confermare o correggere. Il frame di riferimento usato dagli autori è il nostro Sistema Solare: Venere e Marte come limite interno ed esterno di ciò che è abitabile, e la Terra come unico caso di successo confermato.

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