Altro lancio di successo per la SpaceX di Elon Musk: siamo arrivati al sesto lancio di test per Starship. Ecco cosa è accaduto ieri a Boca Chica (intoppo incluso)
Eravamo in tanti ieri sera oltre la mezzanotte a seguire la diretta del sesto lancio di Starship avvenuto, puntualissimo,alle 23 italiane. Tra gli spettatori presenti, insieme al patron di SpaceX, Elon Musk, anche il Presidente eletto Donald Trump. L’orario del lancio, stavolta, voleva consentire la massima visibilità delle fasi del volo: giorno in Texas e giorno nell’Oceano indiano dove la Starship è ammarata, circa un’ora dopo il lancio.

Non tutto, però, è andato come previsto: dopo un perfetto distacco dalla torre, stavolta è mancata la cattura del primo stadio, il Superheavy, da parte delle Chopsticks Mechazilla, le speciali pinze che servono anche per il posizionamento dei vari componenti sulla torre di lancio. Forse a causa di un danno all’antenna del parafulmine sulla struttura si è deciso per fare ammarare il primo stadio nel golfo del Messico. Starship ha continuato il suo volo suborbitale testando con una riaccensione di uno dei sei motori Raptor, la capacità di eseguire la cosiddetta Deorbit burn cioè la frenata per rientrare nell’atmosfera dall’orbita. Infine il tuffo nell’atmosfera terrestre è stato volutamente eseguito con un profilo ad alta incidenza che ha messo alla prova, con successo, lo scudo termico in condizioni estreme e con parte del rivestimento rimosso. Ammaraggio spettacolare e perfetto nell’Oceano indiano stavolta in pieno giorno.
Cos’è cambiato dall’ultimo volo?
Pochissime le modifiche da IFT-5, avvenuta appena il 13/10/2024 e che abbiamo seguito in diretta. Scudo termico parzialmente ridotto in alcuni punti critici, per testare la resistenza massima della struttura anche in condizioni di rientro critiche. Un particolare carico utile costituito da una… Banana! Ebbene sì, scherzosamente all’interno del vano di carico della Starship era posizionata una banana che è stato anche il simbolo della missione. Anche all’esterno della Starship una decal che raffigurava una banana era stata applicata su di un lato della carlinga. Si tratta di un vecchio meme tutto anglosassone: difatti si usa dire Banana for scale per rappresentare il confronto tra le dimensioni di un oggetto comune, la banana appunto, che misura circa 20 cm, con quelle della nave spaziale.

Il lancio
Precisione svizzera per il lancio: ore 23:00 italiane. Stavolta splendeva il sole del mattino sul Golfo del Messico all’accensione dei 33 motori Raptor a Metano ed Ossigeno liquidi che, in pochi minuti, hanno portato il veicolo di lancio prima alla massima pressione aerodinamica (MaxQ), poi allo spegnimento del SuperHeavy ed all’accensione dei 9 Raptor della Starship che ha proseguito il suo volo verso lo spazio. Nessun intoppo, nessuno spegnimento anticipato. Tutto da manuale.

Il (mancato) recupero del SuperHeavy
Stavolta, nonostante la discesa del SuperHeavy, sei minuti e mezzo dopo il lancio, sembrasse da manuale. Il controllore di volo, sulla base dei dati della telemetria, non ha dato il suo via libera alla manovra di rientro con il tentativo di recupero del SuperHeavy da parte della torre di lancio. Il primo stadio è stato così dirottato verso un perfetto ma distruttivo ammaraggio nel Golfo del Messico. Non si conoscono con precisione le ragioni di questa decisione; sembra però, da alcune immagini viste durante la diretta, che l’antenna parafulmine dello Stage0, cioè la torre di lancio, fosse stata danneggiata e che questo problema possa aver fatto prendere la decisione di annullare il tentativo di cattura da parte delle braccia meccaniche della stessa.

Il volo suborbitale ed il rientro
Come per gli altri voli, non si è ancora tentata un’orbita completa ma poco ci manca. La velocità di Starship nello spazio si è mantenuta appena al di sotto della V1 (27.000 Km/h), mentre l’altitudine è stata fermata a non più di 170 km. Sempre spettacolari le immagini trasmesse a terra in HD dalla rete satellitare Starlink. Alle soglie della Linea di Karman (100 Km di altitudine) il rientro della nave spaziale nel regno dell’atmosfera. Stavolta il test, perfettamente superato, è stato quello di far puntare il muso della nave spaziale, subito dopo l’ingresso negli strati alti dell’atmosfera, in una picchiata che ha simulato un rientro critico. Sempre grazie alla rete Starlink abbiamo assistito, come nei precedenti test, alle immagini del rientro nell’atmosfera. Nonostante una piccola zona di elevatissima pressione dinamica, nel bordo d’uscita di uno degli elevoni, tutto ha resistito. Alla luce del giorno, stavolta l’epilogo, spettacolare, con un atterraggio simulato sull’Oceano Indiano con la Starship che ha galleggiato a lungo ripresa da una serie di telecamere sia a bordo di una boa oceanica che a bordo di due navi appoggio.
Prossimo appuntamento il volo n.7 con la Starship V2!
Fonte: SpaceX
