Per anni geologi e archeologi si sono scontrati su come i monoliti siano arrivati a Salisbury: trasporto umano o deriva glaciale? La risposta definitiva arriva da un’analisi sui micro-cristalli intrappolati nel terreno, che esclude scientificamente l’ipotesi naturale

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La disputa su come le pietre blu siano arrivate dal Galles alla piana di Salisbury è una delle più lunghe della storia dell’archeologia. L’ipotesi dei ghiacciai è stata sempre considerata la più affascinante perché risolveva il problema: enormi lingue di ghiaccio avrebbero trascinato i massi per centinaia di chilometri senza che l’uomo dovesse nemmeno alzare un dito. Uno studio, pubblicato su Nature ha però smontato questa teoria usando un approccio che ricorda molto la geologia forense. Anthony Clarke e Christopher Kirkland della Curtin University hanno deciso di ignorare i grandi monoliti per concentrarsi su quello che c’è sotto di essi, analizzando la firma chimica dei sedimenti, cercando tracce che potessero collegare il terreno di Stonehenge alle montagne gallesi.

Stonehenge: la geologia esclude i ghiacciai, è stata un'impresa umana
I massi non sono stati spostati dal ghiaccio ma dall’uomo, così ​Anthony Clarke e Christopher Kirkland della Curtin University hanno risolto il “mistero” di Stonehenge. (Crediti: Depositphoto)

La prova dello zircone

Se un ghiacciaio sposta massi da tonnellate, trascina con sé anche una massa enorme di detriti fini e sabbia. I ricercatori hanno analizzato centinaia di grani di zircone e apatite presenti nel suolo di Stonehenge. Questi cristalli sono praticamente indistruttibili e raccontano la storia geologica della loro origine. Se la teoria glaciale fosse stata corretta, il terreno avrebbe dovuto essere ricco di zirconi gallesi. Invece le analisi hanno mostrato il contrario: i minerali trovati appartengono quasi esclusivamente a formazioni locali o al bacino dell’Hampshire.

Intervento umano per Stonehenge, non naturale

L’assenza di detriti “stranieri” nel suolo è la cosiddetta “smoking gun”: significa che il ghiaccio non è mai passato di lì con quel carico. Di conseguenza, l’arrivo delle pietre blu e della Pietra d’Altare (che arriva addirittura dalla Scozia) deve essere stato per forza pianificato. Le popolazioni neolitiche hanno organizzato il trasporto in un modo incredibile per l’epoca, spostando i blocchi via terra e via fiume. La scienza dei materiali ha così trasformato un’ipotesi in una certezza: Stonehenge è un trionfo dell’ingegneria umana, non un regalo della natura.

Fonti consultate: