A marzo 2021 si verificò un’esplosione di luce ad alta energia da una galassia lontana. Si pensava fosse una supernova, invece erano due buchi neri prossimi alla fusione.
Nel marzo 2021, gli astronomi hanno osservato un’esplosione di luce ad alta energia proveniente da una galassia lontana. Gli è stato attribuito il nome di AT 2021hdr e si pensava fosse una supernova. Tuttavia, c’erano caratteristiche interessanti che hanno portato gli scienziati a indagare sull’evento. Nel 2022, è stata osservata un’altra esplosione e, nel tempo, la Zwicky Transient Facility (ZTF) ha trovato uno schema di esplosioni ogni 60-90 giorni. Era quindi chiaro che non fosse una supernova, finché uno studio recente non ha risolto il mistero. Erano due buchi neri supermassicci in procinto di fondersi.
Due buchi neri supermassicci sull’orlo della fusione

Un’idea era che AT 2021hdr fosse un evento di distruzione mareale (TDE), in cui una stella si avvicina troppo a un buco nero e viene fatta a pezzi. Ciò può creare esplosioni periodiche mentre il resto della stella orbita attorno al buco nero. Questi TDE, però, tendono a non avere schemi così regolari. Quindi il team ha preso in considerazione un altro modello, in cui una massiccia nube interstellare passa in mezzo a una coppia di buchi neri binari.
Le simulazioni al computer
Le simulazioni al computer mostrano che, anziché semplicemente fare a pezzi la nube, un buco nero binario la farebbe ribollire mentre la consuma. Ciò produrrebbe un’esplosione periodica di luce mentre i buchi neri continuerebbero ad orbitare. Il team ha osservato AT 2021hdr utilizzando il Neil Gehrels Swift Observatory e ha trovato oscillazioni periodiche di luce ultravioletta e a raggi X che corrispondono alle esplosioni transitorie osservate da ZTF. Queste osservazioni corrispondono alle simulazioni di un buco nero binario.
Cosa sappiamo dei buchi neri
In base ai dati acquisiti, i buchi neri avrebbero una massa complessiva di circa 40 milioni di soli e orbiterebbero l’uno attorno all’altro ogni 130 giorni. Se continuano lungo i loro percorsi, i due giganti cosmici si fonderanno tra circa 70.000 anni. Senza la nube di passaggio, non li avremmo mai scoperti. Il team ha in programma di continuare le osservazioni del sistema per perfezionare ulteriormente il modello. Hanno anche in programma di studiare come i buchi neri interagiscono con la loro galassia di origine.
Per i dettagli:
- Leggi il comunicato stampa su Astronomy & Astrophysics.
