L’aggiornamento annuale sui limiti planetari è redatto da oltre 60 scienziati e prodotto dal PIK Potsdam. La situazione della Terra è in peggiornamento

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Sette limiti planetari oltrepassati e continuano a peggiorare, mentre temperature oceaniche record, siccità, inondazioni, incendi boschivi e caldo estremo rivelano un sistema della Terra sotto pressione, secondo l’ultimo Planetary Health Check. L’aggiornamento annuale è redatto da oltre 60 scienziati e prodotto dal Planetary Boundaries Science Lab del Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK).

Cosa sono i limiti planetari

I limiti planetari descrivono i processi interconnessi del sistema Terra che devono rimanere entro limiti di sicurezza per preservare la stabilità e la resilienza del pianeta. Sette dei nove limiti planetari sono stati attualmente superati, con l’acidificazione degli oceani come ultimo caso di violazione, avvenuta nel 2025. Tutti e sette i limiti hanno raggiunto i livelli di superamento più elevati mai registrati. I sette limiti superati sono: cambiamento climatico, alterazione dell’integrità della biosfera, cambiamento del sistema terrestre, alterazione delle risorse idriche dolci, modifica dei flussi biogeochimici, introduzione di nuove entità e acidificazione degli oceani. Solo i limiti relativi all’esaurimento dell’ozono stratosferico e alla concentrazione di aerosol atmosferici hanno mostrato un miglioramento nell’ultimo decennio. Tuttavia, gli autori avvertono che i progressi a livello globale potrebbero mascherare livelli di aerosol pericolosi che persistono in alcune regioni. 

Terra
I colori (verde per “all’interno dello spazio operativo sicuro”, giallo per “zona a rischio crescente” e rosso per “zona ad alto rischio”) si riferiscono allo stato di oltrepassamento dei confini.

Un anno di eventi estremi mette in luce l’escalation dei rischi 

Il rapporto giunge dopo 12 mesi caratterizzati da eventi estremi sulla terraferma e negli oceani. Il riscaldamento di origine antropica ha intensificato diversi fenomeni meteorologici estremi di grande portata, mentre il degrado degli ecosistemi, la scarsità d’acqua, i cambiamenti nell’uso del suolo, l’esposizione agli agenti atmosferici e la vulnerabilità sociale ne hanno spesso amplificato gli impatti.

  • Nel 2025, le inondazioni monsoniche in Pakistan hanno colpito oltre 6,9 ​​milioni di persone. La temperatura globale degli oceani ha raggiunto un nuovo record nel 2025, con l’uragano Melissa che si è rapidamente intensificato fino a diventare un uragano di categoria 5, colpendo la Giamaica dopo aver attraversato mari eccezionalmente caldi;
  • Da gennaio 2023 a settembre 2025, lo stress termico a livelli di sbiancamento ha interessato circa l’84,4% della superficie delle barriere coralline mondiali, rendendolo il più grande evento di sbiancamento dei coralli osservato fino ad oggi a livello globale;
  • Nel 2026, l’Europa occidentale ha registrato il periodo giugno-luglio più caldo di sempre, accompagnato da siccità in Francia, Spagna, Germania e Regno Unito, e da vasti incendi in Europa e Canada. Temperature record sono state registrate anche in Giappone, Corea del Sud e in alcune zone del Medio Oriente.

Il carbonio naturale affonda sotto pressione

La vegetazione e i suoli assorbono una quota sostanziale delle emissioni antropiche di anidride carbonica, ma ripetuti episodi di calore, siccità, incendi e degrado degli ecosistemi possono ridurre l’assorbimento di carbonio e, in alcune regioni, trasformare gli ecosistemi da serbatoi di carbonio in fonti di carbonio. Il rapporto di quest’anno analizza se i modelli che utilizziamo per calcolare il serbatoio di carbonio terrestre possano sovrastimarne la resilienza. 

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