Il problema dei rifiuti spaziali sta peggiorando. Ecco l’ultimo rapporto dell’ESA.

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Secondo il rapporto annuale sull’ambiente spaziale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), la quantità di detriti intorno alla Terra sta aumentando rapidamente. Stiamo inviando satelliti in orbita a una velocità molto maggiore di quanto ci si aspettasse. A peggiorare la situazione, il numero di satelliti non più funzionanti e di pezzi di veicoli spaziali rotti è di gran lunga superiore al numero di satelliti operativi. Secondo il rapporto, la densità dei detriti spaziali darà luogo a collisioni tra oggetti nell’orbita terrestre, aumentando ulteriormente il rischio di incidenti con le stazioni spaziali orbitanti.

I dettagli del rapporto

Una rappresentazione grafica dei detriti che invadono l’orbita terrestre. Crediti: ESA.

Il rischio di collisioni in orbita terrestre è in aumento e continuerà ad aumentare se manterremo l’attuale ritmo dei lanci. Anzi, aumenterà a prescindere anche se non lanceremo più alcun oggetto in orbita terrestre. Gli scienziati concordano sul fatto che, anche senza ulteriori lanci, il numero di detriti spaziali continuerebbe a crescere, perché gli eventi di frammentazione aggiungono nuovi detriti più velocemente di quanto i detriti possano rientrare naturalmente nell’atmosfera, fenomeno noto anche come sindrome di Kessler. “Questa reazione a catena può far sì che nel tempo determinate orbite diventino insicure e inutilizzabili, poiché i detriti continuano a scontrarsi e frammentarsi ripetutamente, creando un effetto a cascata”, spiega l’ESA nel rapporto.

Quanti oggetti ci sono nell’orbita terrestre

Secondo le stime dell’ESA, in orbita terrestre ci sono circa 54.000 oggetti di dimensioni superiori a 10 centimetri. Tra 1 e 10 centimetri, si stima che ci siano 1,2 milioni di frammenti di spazzatura spaziale. E tra 1 millimetro e 1 centimetro, circa 130 milioni di detriti spaziali sfrecciano ad alta velocità attorno alla Terra. Potrebbe non sembrare particolarmente spaventoso, ma anche piccoli frammenti di detriti possono causare danni significativi ai satelliti e ai veicoli spaziali operativi, tra cui la Stazione Spaziale Internazionale e il telescopio spaziale Hubble. Per fortuna, “circa il 90% dei razzi in orbita terrestre bassa stanno abbandonando le loro orbite e più della metà sta rientrando in modo controllato”, conclude l’ESA. Mantenere questa tendenza è importante, ma saranno altrettanto importanti le future iniziative per ripulire lo spazio intorno alla Terra.

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