Il batterio Deinococcus radiodurans ha resistito per un anno nello spazio. Ha vissuto su una piattaforma appositamente progettata fuori dal modulo pressurizzato della ISS

Gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) specialmente per lunghi periodi di permanenza subiscono gli effetti della microgravità ma ben diverso è stare all’esterno dove tra le possibili minacce ci sono i raggi UV, il vuoto, le enormi fluttuazioni di temperatura e tanto altro. In questo contesto è incredibile che il batterio Deinococcus radiodurans sia sopravvissuto all’esterno della stazione spaziale dopo un anno su di una piattaforma appositamente progettata.

Batterio
Il batterio Deinococcus radiodurans si è ripreso dopo 1 anno di esposizione all’orbita terrestre bassa (LEO) fuori dalla Stazione Spaziale Internazionale durante la missione spaziale Tanpopo. Credit: Tetyana Milojevic

Studio dei microbi

La missione è stata chiamata Tanpopo ed il modulo sperimentale giapponese, Kibo. Tutto questo è servito per mettere alla prova le specie batteriche. Le cellule batteriche sono state disidratate, inviate alla ISS e collocate nella Exposed Facility.

ISS
La Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Credit: ESA

Come sopravvivere a queste condizioni estreme?

Il team ha cercato di scoprire come mai Deinococcus radiodurans riesce a resistere a queste condizioni così estreme. Trascorso un anno, dopo radiazioni, temperature estreme ed assenza di gravità, questi batteri sono stati riportati sulla Terra. Hanno reidratato sia il campione rimasto sulla Terra che quello spedito sulla ISS. Hanno scoperto che il tasso di sopravvivenza era molto più basso per quelli spediti in orbita. Inoltre i batteri erano ricoperti da piccole protuberanze (vescicole) ed erano stati attivati ​​numerosi meccanismi di riparazione.

Deinococcus radiodurans
Immagini SEM del controllo del batterio D. radiodurans (a sinistra) e dopo l’esposizione a LEO (a destra). Credit: tt et al., Microbiome, 2020
Utilità

Questi studi ci aiutano nel capire la forza dei batteri nel sopravvivere a condizione estreme e darà una mano per i futuri viaggi spaziali dell’uomo alla conquista del sistema solare (Luna e Marte per il momento).

Riferimenti:

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