Una sonda spaziale congiunta europeo-cinese è pronta a decollare per studiare come la Terra resisterà alle tempeste solari e alle enormi esplosioni di plasma provenienti dal Sole.
La missione spaziale SMILE (Solar Wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer), sviluppata congiuntamente dall’European Space Agency e dall’Chinese Academy of Sciences, è pronta al lancio con l’obiettivo di approfondire i meccanismi che regolano l’interazione tra il Sole e il campo magnetico terrestre (quindi le tempeste solari). Il lancio era inizialmente programmato per il 9 aprile, ma è stato rinviato a causa di un problema tecnico.
Obiettivi scientifici della missione SMILE
La missione SMILE è progettata per studiare il clima spaziale, ossia l’insieme dei fenomeni generati dall’attività solare che influenzano l’ambiente circumterrestre. In particolare, la sonda analizzerà gli effetti del vento solare, un flusso continuo di particelle cariche emesse dal Sole, e delle espulsioni di massa coronale, gigantesche esplosioni di plasma e campi magnetici provenienti dalla corona solare. Quando questi fenomeni raggiungono la Terra, possono interagire con la magnetosfera, il campo magnetico che protegge il pianeta dalle radiazioni cosmiche.
I rischi delle tempeste solari
Le tempeste solari più intense possono provocare importanti conseguenze tecnologiche e ambientali. Tra i principali effetti vi sono:
- malfunzionamenti o perdita di satelliti artificiali;
- disturbi alle comunicazioni radio e ai sistemi di navigazione;
- aumento dell’esposizione alle radiazioni per astronauti e velivoli in alta quota;
- sovraccarichi nelle reti elettriche terrestri.
Questi eventi possono generare spettacolari aurore polari, visibili alle alte latitudini sia dell’emisfero nord sia di quello sud.

Le innovazioni della missione SMILE
Uno degli aspetti più innovativi della missione consiste nell’utilizzo di osservazioni a raggi X della magnetosfera terrestre. Per la prima volta, gli scienziati potranno ottenere immagini globali delle regioni in cui il vento solare collide con il campo magnetico terrestre. L’obiettivo è comprendere meglio come energia e particelle vengano trasferite dal Sole alla Terra e come tali processi influenzino l’ambiente spaziale vicino al pianeta.
Il vento solare e le tempeste geomagnetiche
Il vento solare è un flusso continuo di particelle cariche emesso dal Sole. In particolari condizioni, intense eruzioni di plasma, chiamate espulsioni di massa coronale, possono amplificare questo fenomeno e generare potenti tempeste geomagnetiche. Le particelle espulse viaggiano nello spazio a velocità che possono raggiungere circa due milioni di chilometri all’ora, impiegando uno o due giorni per raggiungere la Terra. Il campo magnetico terrestre agisce come uno scudo naturale, deviando la maggior parte delle particelle cariche. Durante gli eventi più intensi, tuttavia, una parte di queste particelle riesce a penetrare nell’alta atmosfera terrestre, causando possibili interferenze ai sistemi tecnologici.
Effetti sulle tecnologie e sull’uomo
Le tempeste geomagnetiche possono compromettere:
- reti elettriche;
- sistemi di telecomunicazione;
- satelliti in orbita terrestre;
- missioni spaziali e sicurezza degli astronauti.
L’evento più estremo documentato, noto come Evento di Carrington del 1859, provocò aurore visibili fino a latitudini tropicali, come Panama, e causò anomalie e scosse elettriche nei sistemi telegrafici dell’epoca.
Le aurore polari
L’interazione tra le particelle solari e l’atmosfera terrestre produce spettacolari fenomeni luminosi chiamati:
- aurore boreali nell’emisfero nord;
- aurore australi nell’emisfero sud.
Queste emissioni luminose derivano dall’eccitazione degli atomi atmosferici da parte delle particelle cariche provenienti dal Sole.

La missione SMILE
Per migliorare la comprensione del clima spaziale, gli scienziati stanno sviluppando missioni dedicate come SMILE. La missione ha l’obiettivo di osservare i raggi X prodotti dall’interazione tra il vento solare e le particelle neutre presenti nell’alta atmosfera terrestre. Questi studi permetteranno di prevedere con maggiore precisione le future tempeste solari e di ridurne i possibili effetti sulle infrastrutture tecnologiche e sulle attività spaziali.
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