Un nuovo telescopio in costruzione in Cile ha catturato 22 onde d’urto luminose nella nebulosa Elica, rivelando come i detriti stellari si dissolvono nel mezzo interstellare.

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Un gruppo di astronomi ha realizzato un’immagine composita straordinaria della nebulosa Elica, l’anello di gas che circonda i resti di una stella morente, situato a 650 anni luce dalla Terra nella costellazione dell’Acquario. La sua forma, che ricorda un enorme occhio umano, si è formata dal materiale espulso da una stella giunta al termine della sua esistenza; al centro dell’anello rimane la nana bianca, il nucleo residuo della stella originaria.

Il telescopio MOTHRA, ancora in fase di costruzione

I dati più recenti sono stati raccolti da un telescopio innovativo, il Modular Optical Telephoto Hyperspectral Robotic Array (MOTHRA), tuttora in costruzione presso l’Osservatorio di El Sauce, nella regione cilena di Coquimbo. Una volta completato, entro la fine dell’anno, MOTHRA impiegherà 1.140 obiettivi teleobiettivo di alta qualità e appositi filtri per funzionare come un unico grande telescopio rifrattore da 4,8 metri di apertura, capace di rilevare il debolissimo bagliore del gas diffuso su ampie porzioni di cielo.

Nell’immagine ottenuta, i dati di MOTHRA, raccolti nel novembre 2025 utilizzando circa 190 dei suoi obiettivi, sono mostrati in bianco e nero e sono stati combinati con osservazioni precedenti del telescopio spaziale Hubble e del telescopio Kitt Peak da 4 metri, rappresentate invece a colori.

Ventidue onde d’urto scoperte sul lato orientale della nebulosa

L’elemento più sorprendente emerso dai dati di MOTHRA è la presenza di 22 archi luminosi, completi o parziali, individuati sul lato orientale della nebulosa. Questi “bow shock“, o onde d’urto ad arco, ricordano le onde che si formano davanti alla prua di una barca in movimento sull’acqua.

Nella Nebulosa Elica, ammassi di detriti stellari perlopiù invisibili si muovono rapidamente attraverso il gas rarefatto presente tra le stelle: i bow shock luminosi segnano proprio i punti in cui questi ammassi entrano in collisione con il gas circostante.

La nebulosa Helix
La nebulosa Elica. Credit: Daniele Gasparri

Il destino della materia stellare

Analizzando l’immagine, gli astronomi sono riusciti a seguire il percorso dei detriti della stella morta mentre vengono progressivamente frammentati e dispersi nello spazio interstellare.Come ha spiegato Pieter van Dokkum, astronomo della Yale University che ha guidato lo studio, si tratta di osservare il materiale espulso alla fine della vita di una stella mentre viene disgregato e restituito alla galassia: un passaggio, dal detrito stellare riconoscibile al gas diffuso tra le stelle, che finora è stato estremamente difficile da osservare direttamente.

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