I satelliti rivelano come le onde agiscano da “messaggeri” degli uragani, trasportando la potenza di una tempesta attraverso l’oceano.

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I satelliti hanno registrato le più grandi ondate oceaniche mai viste dallo spazio, evidenziando come queste gigantesche onde possano agire da “messaggeri”, trasportando la potenza di un uragano attraverso l’oceano. Le osservazioni della missione Surface Water and Ocean Topography (SWOT) hanno permesso agli scienziati di tracciare le onde generate da potenti tempeste oceaniche. Queste onde, spinte dal vento, generano altre onde che trasportano energia distruttiva verso le coste, anche se la tempesta stessa non dovesse mai toccare terra.

Come si propagano le onde degli uragani negli oceani

Un modello grafico che mostra l’altezza delle onde della recente tempesta Hercules. Crediti: ESA/Planetary Visions.

Utilizzando le immagini ad ampio spettro di SWOT con i dati di altimetria radar provenienti dai satelliti di osservazione della Terra, i ricercatori sono stati in grado di creare un quadro di come le onde di tempesta si muovono, si fondono ed evolvono mentre si diffondono attraverso gli oceani. Una tempesta in particolare, la Eddie, formatasi sul Pacifico settentrionale a dicembre 2024, ha svolto il ruolo di “cavia” per lo studio. Durante il picco della tempesta, i satelliti hanno osservato onde in mare aperto che raggiungevano quasi 20 metri, ovvero l’altezza dell’Arco di Trionfo a Parigi. Si tratta delle più alte mai misurate dallo spazio.

I risultati dello studio

Nelle due settimane successive, le onde hanno percorso più di 24mila chilometri, attraversando il Canale di Drake ed entrando nell’Atlantico tropicale. Sebbene la tempesta non abbia mai toccato terra, le sue onde hanno raggiunto le coste con una forza sorprendente, in alcuni casi abbastanza potente da causare erosione e inondazioni. Lo studio ha inoltre rivelato che le onde di tempesta più corte trasportano gran parte dell’energia mossa dall’oceano. Questa ricerca aiuterà gli scienziati a perfezionare i modelli delle onde e a proteggere meglio le comunità costiere dai pericoli correlati.

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