Wally Funk ci ha lasciati l’8 luglio 2026, a 87 anni, ma la sua storia continuerà a vivere ogni volta che qualcuno dirà a una bambina: “Puoi farlo“.

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Nella foto ha 82 anni. Nel sorriso ne ha ancora venti. Ci sono persone che inseguono un sogno. E poi ci sono persone che non smettono mai di inseguirlo. Wally Funk apparteneva alla seconda categoria.

Mary Wallace (Wally) Funk - 1939-2026 Cuore dei vent'anni dopo il suo volo suborbitale con la navicella New Shepard il 20/7/2021
Mary Wallace (Wally) Funk – 1939-2026 Cuore dei vent’anni dopo il suo volo suborbitale con la navicella New Shepard il 20/7/2021

Ci ha lasciati l’8 luglio 2026, a 87 anni, ma la sua storia continuerà a vivere ogni volta che qualcuno dirà a una bambina: “Puoi farlo“. Nel 1961 Wally era una delle donne più preparate d’America. Pilota eccezionale, superò gli stessi durissimi test medici e psicofisici affrontati dagli astronauti del programma Mercury. Anzi, in alcune prove ottenne risultati persino migliori di molti dei celebri Mercury Seven. Faceva parte di quel gruppo che la storia avrebbe poi chiamato Mercury 13. Ma non bastava essere brave.

All’epoca bisognava essere uomini

La NASA non aveva alcun programma per astronauti donne. I test delle Mercury 13 erano nati come un’iniziativa privata, ma questo non cambiava la sostanza: non perché mancassero le capacità. Mancava soltanto la volontà di dare loro un’opportunità. Molte si arresero. Sarebbe stato comprensibile. Wally no. Continuò a volare per tutta la vita. Divenne istruttrice di migliaia di piloti, investigatrice per la sicurezza del volo, accumulò decine di migliaia di ore ai comandi di un aereo e, soprattutto, non smise mai di credere che un giorno sarebbe arrivato il suo turno. Sessant’anni.

Sessant’anni di attesa

Poi, nel luglio del 2021, Jeff Bezos la invitò a salire a bordo della New Shepard di Blue Origin. Aveva 82 anni. Quando il razzo lasciò la rampa, non stava semplicemente portando nello spazio una donna anziana. Stava portando con sé tutte le ragazze a cui era stato detto “no“. Stava portando nello spazio tutte le Mercury 13. Quel volo durò appena una decina di minuti. Ma, in realtà, era iniziato sessant’anni prima. Oggi il mondo dell’astronautica perde una pioniera. Noi, invece, conserviamo qualcosa di ancora più prezioso: il suo esempio. Perché Wally Funk ci ha insegnato che i sogni non hanno una data di scadenza. Possono aspettare vent’anni. Quaranta. Sessanta.

L’importante è non smettere mai di tenerli vivi. E qui torniamo alla frase che ha aperto questo ricordo: una fotografia che racconta tutto questo meglio di qualsiasi discorso. Quella scattata pochi minuti dopo l’atterraggio della New Shepard. Wally ha 82 anni, ma sul suo volto non si vede una donna anziana. Si vede una ragazza di vent’anni che, finalmente, è riuscita a realizzare il sogno che le era stato negato nel 1961. Sessant’anni di attesa sono scomparsi in un sorriso.

Buon volo, questa volta non eri soltanto nello spazio. Eri esattamente dove avresti dovuto essere fin dall’inizio. Perché, Wally…Ogni fiume ha il suo mare.