Per celebrare i 35 anni del telescopio spaziale, NASA ed ESA hanno pubblicato una serie di straordinarie immagini scattate da Hubble.

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Oggi, 24 aprile 2025, sono 35 anni dall’inizio dell’attività in orbita del telescopio spaziale Hubble. Gli astronomi sapevano che posizionare un telescopio sopra l’atmosfera terrestre ci avrebbe permesso di osservare l’Universo come mai prima. Le osservazioni di Hubble sarebbero state dieci volte più nitide di quella dei telescopi terrestri dell’epoca. La sua sensibilità avrebbe rivelato oggetti con una luminosità superiore a un miliardesimo di quella delle stelle più deboli visibili all’occhio umano. Non filtrata dall’atmosfera terrestre, la sua copertura di lunghezze d’onda si sarebbe estesa dall’ultravioletto al vicino infrarosso. Splendide meraviglie celesti sarebbero state messe a fuoco. Inoltre, Hubble avrebbe rappresentato un coraggioso balzo in avanti nell’immaginazione umana, nelle capacità ingegneristiche e nella sconfinata curiosità degli appassionati di astronomia.

Le scoperte di Hubble

Due foto di Marte scattate dal telescopio spaziale Hubble il 28 dicembre (la prima) e il 29 dicembre (la seconda) 2024. Ogni immagine mostra un lato diverso del pianeta, con la luna Phobos lateralmente. Nelle immagini sono evidenziate diverse caratteristiche, tra cui le calotte polari e le nubi, oltre a diverse caratteristiche della superficie. Crediti: NASA/ESA.

Tra le principali scoperte di Hubble ricordiamo i campi profondi che hanno svelato miliardi di galassie risalenti all’Universo primordiale. In più, grazie a questo telescopio siamo riusciti a misurare con precisione l’espansione dell’Universo e abbiamo scoperto che i buchi neri supermassicci sono comuni al centro delle galassie. Gli astronomi hanno poi effettuato la prima misurazione delle atmosfere dei pianeti extrasolari e questo strumento ci ha permesso di scoprire l’energia oscura, che sta accelerando l’espansione dell’Universo.

Il telescopio del popolo

Per molti è “il telescopio del popolo”, ma non c’è dubbio che le scoperte di Hubble abbiano dato il via a una nuova generazione di telescopi spaziali, primo fra tutti il James Webb. Quest’ultimo, infatti, non avrebbe potuto essere costruito senza le rivelazioni di Hubble. Il vecchio telescopio ha dato la possibilità a Webb di guardare l’universo nelle lunghezze d’onda infrarosse che raggiungono distanze ancora maggiori. Ora, Hubble e Webb vengono spesso utilizzati in modo complementare per studiare di tutto, dagli esopianeti alla dinamica delle galassie.

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