Nel 1994 la cometa Shoemaker-Levy 9 si schiantò su Giove e l’evento venne osservato dai telescopi terrestri e dalla sonda Galileo.

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Quando la cometa Shoemaker-Levy 9 fu scoperta nel 1993, era già stata smembrata in più di 20 frammenti, orbitando attorno a Giove per due anni. Ulteriori osservazioni rivelarono che la cometa (all’epoca ritenuta un corpo unico) si era avvicinata molto a Giove nel luglio del 1992 ed era stata dilaniata dalle forze mareali derivanti dalla potente gravità del pianeta. Si pensava che la cometa avesse orbitato attorno a Giove per circa un decennio prima di scomparire. La frammentazione di una cometa in più frammenti era un evento raro, e osservare una cometa catturata in orbita attorno a Giove era ancora più insolito, ma la rivelazione più grande e rara fu che i frammenti si sarebbero schiantati su Giove.

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Una ripresa unica dell’evento

Shoemaker-Levy 9 ESP
Questa immagine, ottenuta con il telescopio da 2,2 metri dell’MPG/ESO e lo strumento IRAC, mostra la cometa che copisce Giove nel luglio del 1994. Crediti: ESO

Data la straordinarietà dell’evento, per la prima volta nella storia la NASA decise di posizionare una sonda spaziale in grado di osservare una collisione tra due corpi del Sistema Solare. La sonda Galileo della NASA (all’epoca ancora in rotta verso Giove) catturò immagini dirette senza precedenti mentre la serie di frammenti, contrassegnati dalla lettera A alla W, si schiantava contro le nubi di Giove. Gli impatti iniziarono il 16 luglio 1994 e terminarono il 22 luglio 1994.

Anche molti osservatori terrestri e sonde spaziali in orbita, tra cui il telescopio spaziale Hubble, l’Ulysses e la Voyager 2, studiarono l’impatto e le sue conseguenze. Il “treno merci” di frammenti si schiantò su Giove con la potenza di 300 milioni di bombe atomiche. I frammenti crearono enormi pennacchi alti dai 2.000 ai 3.000 chilometri e riscaldarono l’atmosfera fino a temperature tra i 30.000 e i 40.000 gradi Celsius. Shoemaker-Levy 9 lasciò cicatrici scure e anulari che furono poi cancellate dai venti di Giove.

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L’importanza dello schianto

Giove schianto cometa
Queste immagini di Giove mostrano l’impatto luminoso sul lato notturno del frammento W della cometa Shoemaker-Levy 9. Le immagini sono state scattate dalla sonda Galileo il 22 luglio 1994. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Galileo

Sebbene l’impatto sia stato drammatico, è stato più di un semplice spettacolo. Ha offerto agli scienziati l’opportunità di acquisire nuove conoscenze su Giove, sulla cometa Shoemaker-Levy 9 e sulle collisioni cosmiche in generale. I ricercatori sono stati in grado di dedurre la composizione e la struttura della cometa. La collisione ha anche lasciato polvere sospesa sulla sommità delle nubi di Giove. Osservando la polvere diffondersi sul pianeta, gli scienziati sono stati in grado di tracciare per la prima volta i venti d’alta quota su Giove. E confrontando i cambiamenti nella magnetosfera con i cambiamenti nell’atmosfera a seguito dell’impatto, gli scienziati hanno potuto studiarne la relazione.

Orbita della cometa verso Giove

Gli scienziati hanno calcolato che la cometa fosse originariamente larga tra 1,5 e 2 chilometri. Se un oggetto di dimensioni simili dovesse colpire la Terra, gli effetti sarebbero devastanti. L’impatto potrebbe sollevare polvere e detriti in cielo, creando una foschia che raffredderebbe l’atmosfera e assorbirebbe la luce solare, avvolgendo l’intero pianeta nell’oscurità. Se la foschia durasse abbastanza a lungo, la vita vegetale morirebbe, insieme alle persone e agli animali che dipendono da essa per sopravvivere.

Questo tipo di collisioni era più frequente nel Sistema Solare primordiale. In effetti, gli impatti cometari erano probabilmente il sistema principale con cui elementi diversi dall’idrogeno e dall’elio arrivavano su Giove. Oggi, impatti di queste dimensioni si verificano probabilmente solo ogni pochi secoli.

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