Durante la loro missione sulla Luna del prossimo anno, gli astronauti di Artemis 2 saranno studiati per capire come il sonno, lo stress e le radiazioni influenzino la salute umana nello spazio.
La seconda tappa del programma Artemis della NASA, che mira a tornare sulla Luna e stabilire una presenza umana duratura nello spazio profondo, sarà il primo test di volo con equipaggio. Quest’ultimo sarà composto da quattro persone e avrà il compito di mettere alla prova la capsula Orion nell’ambiente cislunare e di condurre diversi esperimenti scientifici durante la missione. Parte di questa ricerca coinvolge gli astronauti stessi, che diventeranno un quartetto di soggetti biomedici per aiutare la NASA a raccogliere dati in volo sul corpo umano oltre l’orbita terrestre bassa per la prima volta dopo oltre 50 anni.
Quali esperimenti verranno condotti attorno alla Luna

Uno degli esperimenti a cui prenderanno parte gli astronauti servirà a comprendere come il volo spaziale influisce sulla salute umana. Campioni di sangue, urina e saliva verranno raccolti nei mesi precedenti il lancio e gli astronauti saranno sottoposti a controlli regolari durante la loro missione di 10 giorni e dopo il loro ritorno. La NASA spera di utilizzare i campioni per monitorare i cambiamenti nella salute cardiovascolare, nell’alimentazione, nell’immunità e nello stress nelle diverse fasi dell’addestramento, del volo e del recupero.
Monitoraggio del sonno e dello stress
Il progetto Artemis Research for Crew Health and Readiness studierà in che modo le prestazioni dell’equipaggio potrebbero essere influenzate dal tempo trascorso a una distanza così grande dalla Terra all’interno di Orion. Ogni astronauta di Artemis 2 indosserà sensori da polso per registrare i movimenti e il sonno durante la missione. Le valutazioni pre e post missione saranno confrontate con i dati raccolti in volo per comprendere meglio come la missione nello spazio profondo influenzi la prontezza di riflessi, lo stress e la capacità di lavorare in modo coeso dell’equipaggio.
Radiazioni e sistema immunitario
I campioni forniti dall’equipaggio prima, durante e dopo la missione saranno utilizzati anche per studiarne il sistema immunitario. In questo caso, i marcatori del sistema immunitario presenti nei campioni di saliva aiuteranno i ricercatori a valutare la reazione dell’organismo alle radiazioni spaziali. I dispositivi misureranno la costante esposizione alle radiazioni subita durante la missione e rileveranno picchi improvvisi dovuti a eventi come le tempeste solari. Se le letture raggiungono livelli pericolosi, gli astronauti possono costruire uno scudo antiradiazioni improvvisato all’interno di Orion, fortificandosi tra lo scudo termico della navicella e i contenitori di stoccaggio dell’acqua, entrambi più efficaci nell’assorbire le radiazioni penetranti rispetto ad altri materiali di bordo.
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