L’astrofotografia italiana a Greenwich si è distinta con più astrofotografi che hanno conquistato l’attenzione della giuria e riconoscimenti importanti
Ogni anno il Royal Observatory di Greenwich organizza l’Astronomy Photographer of the Year (APY), il concorso internazionale di astrofotografia più prestigioso al mondo. Migliaia di fotografi, professionisti e appassionati, inviano i loro scatti per raccontare le meraviglie del cielo. L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di oltre 5.800 immagini provenienti da tutto il mondo, valutate da una giuria di astronomi, fotografi e divulgatori scientifici.
Il concorso, parte dei Royal Museums Greenwich, non si limita a premiare la bellezza estetica delle immagini ma valorizza anche la loro capacità di raccontare i fenomeni astronomici con rigore scientifico e spirito divulgativo. I vincitori e i finalisti vengono esposti in una mostra al Royal Museum di Greenwich, accanto al celebre osservatorio, visitabile dal settembre 2025 fino all’estate del 2026. Quest’anno l’Italia si è distinta con più astrofotografi che hanno conquistato l’attenzione della giuria e riconoscimenti importanti.
Ecco il video dell’annuncio dei vincitori 2025 per l’astrofotografia
Marcella Giulia Pace: vincitrice nella categoria Our Moon

Marcella Giulia Pace, curatrice del blog sui fenomeni ottici atmosferici per Passione Astronomia, ha conquistato il primo posto nella categoria Our Moon con la fotografia “La traccia della rifrazione”. L’immagine è una sequenza di sottili falci lunari mentre la Luna sorge dall’orizzonte marino. Ogni falce mostra come la rifrazione atmosferica pieghi e deformi la parte più vicina all’orizzonte, restituendo progressivamente alla Luna la sua forma regolare man mano che si solleva nel cielo.
«La mia foto non è una semplice immagine estetica, racconta Pace, ma un invito a soffermarsi e osservare. Ho voluto mostrare come l’atmosfera della Terra modella la luce, trasformando ciò che vediamo. Questo premio mi incoraggia a continuare a divulgare la bellezza scientifica del cielo».

Non è la prima volta che la fotografa siciliana raggiunge riconoscimenti: già nel 2015 e nel 2022 alcune sue immagini erano entrate nella shortlist del concorso ed erano state esposte al Royal Museum di Greenwich.
Daniele Borsari: vincitore tra i giovani

Il giovanissimo astrofotografo bergamasco Daniele Borsari ha ottenuto il titolo di Young Astronomy Photographer of the Year 2025 con uno scatto in bianco e nero delle nebulose di Orione (“Orion, the Horsehead and the Flame in H-Alpha”). Inoltre, altre due immagini sono state selezionate nella short list guadagnando quindi anche una doppia esposizione dei suoi lavori tra le pareti del Royal Museum di Greenwich e 3 pubblicazioni all’interno del libro APY che raccoglie tutte le foto finaliste. Non è la sua prima affermazione: già nel 2024 aveva vinto nella stessa categoria con una ripresa della nebulosa California.


Il suo lavoro dimostra come anche i più giovani sappiano unire rigore tecnico e sensibilità artistica, conquistando un ruolo di rilievo nella comunità astrofotografica internazionale.
Fabian Dalpiaz: menzione speciale Skyscapes
Il fotografo altoatesino Fabian Dalpiaz ha ricevuto una menzione speciale (Highly Commended) nella categoria Skyscapes con la fotografia “Moonrise Perfection Over the Dolomites”, che immortala il sorgere della Luna piena sulle Dolomiti.

Dalpiaz non è nuovo al concorso: nel 2018 vinse la categoria Young con “Great Autumn Morning”, mentre nel 2017 si classificò terzo. Per lui il concorso, nel 2018, ha dedicato un video che racconta la sua passione e la sua storia personale.
Il suo scatto 2025 dimostra ancora una volta come l’astrofotografia possa valorizzare l’intreccio fra paesaggio terrestre e spettacolo celeste, unendo due patrimoni di bellezza: quello naturale e quello astronomico.

Il successo di Fabian Dalpiaz e Daniele Borsari racconta qualcosa di più di due percorsi individuali: entrambi giovanissimi, entrambi italiani, ed entrambi vincitori nel tempo della categoria Young. Questo non può non far riflettere. L’Italia, con la sua lunga tradizione di osservazione del cielo e una comunità astrofila vivace e radicata, sembra essere un terreno fertile per la formazione di nuovi talenti.
Che si tratti di un mosaico lunare in alta risoluzione o di una nebulosa ripresa con tecnica raffinata, ciò che emerge è la stessa passione che spinge tanti giovani a investire tempo, studio e creatività nella fotografia astronomica. Forse non è un caso se più volte, negli ultimi anni, proprio dall’Italia siano arrivati alcuni tra i migliori giovani che si dedicano all’astrofotografia del mondo.
Gli italiani in shortlist per l’astrofotografia
Oltre ai premiati di categoria, altri due italiani hanno raggiunto un risultato di grande valore entrando nella shortlist, che garantisce l’esposizione delle loro immagini nella mostra al Royal Museum di Greenwich e la pubblicazione nel libro ufficiale del concorso. Salvo Lauricella, alla sua prima partecipazione, ha descritto così la sua immagine: «La foto è un collage della Regione Attiva 13780 ripresa in tre diverse lunghezze d’onda. Dall’alto verso il basso: Ca-K (393,4 nm), H-alfa (656,3 nm) e in luce bianca (540 nm). Ovviamente sono stati utilizzati tre filtri diversi, uno per ogni lunghezza d’onda».

Matteo Strassera con lo scatto “Star Trails over the Abruzzo Coast”, realizzato al Parco Nazionale della Costa Teatina (Chieti) il 12 marzo 2024. L’immagine mostra il movimento delle stelle sopra un tradizionale trabocco, la macchina da pesca tipica della costa adriatica.

Si tratta di una lunga esposizione ottenuta combinando 350 pose da 30 secondi (per un totale di oltre 3 ore di ripresa) e una singola esposizione di 120 secondi per il primo piano. L’effetto finale fonde le scie stellari con la staticità della struttura lignea e del paesaggio costiero, creando un surreale equilibrio tra natura e presenza umana.
Andrea Vanoni, invece, porta con sé una lunga esperienza. Ricorda: «Sono arrivato secondo nel 2021 con “Moon Big Mosaic”, un mosaico in alta risoluzione della Luna formato da numerosi pannelli con il Newton da 300 mm. Lo stesso anno, in shortlist finale, è arrivata anche “Fly over the South Pole”, sempre nella categoria Luna, fatta con Newton da 400 mm. L’anno successivo sono arrivato in finale con “Mare Crisium: from dark to light”, sempre con Newton da 400 mm. Quest’anno sono in finale con “Tycho and Surroundings” in alta risoluzione, ripresa con un Dall Kirkham da 400 mm. L’anno del secondo posto mi hanno anche dedicato un video, insieme ad altri due astrofili, per raccontare la mia storia e la mia passione».
Entrare in shortlist non è semplice: ogni anno il concorso raccoglie un numero crescente di immagini e la selezione è sempre più competitiva.

Un’eccellenza italiana sotto il cielo di Greenwich
Con sei fotografi premiati o selezionati, l’Italia si conferma tra i protagonisti assoluti dell’edizione 2025 del concorso per l’astrofotografia. Le loro immagini raccontano la meraviglia del cielo e testimoniano anche la capacità della fotografia di diventare linguaggio scientifico e culturale. La mostra con tutte le immagini vincitrici e finaliste è stata inaugurata il 12 settembre 2025 al Royal Museum di Greenwich e resterà aperta fino al settembre 2026, offrendo ai visitatori l’opportunità di viaggiare tra le meraviglie del cosmo attraverso gli occhi dei migliori astrofotografi del mondo.
La giuria del concorso ha dimostrato ancora una volta una straordinaria attenzione ai dettagli: scegliere un vincitore tra migliaia di scatti di altissimo livello non è mai semplice. Se esistono dei podi è perché il regolamento lo richiede, ma già l’ingresso in shortlist significa che un’immagine è stata considerata tra le possibili vincitrici, avendo superato una prima e severa selezione. Un riconoscimento che valorizza ogni fotografo e che conferma l’eccellenza diffusa delle opere presentate.
