Cosa sono le luci telluriche? Apparentemente simili ai lampi e all’aurora boreale. Apparentemente…

Si tratta di un fenomeno ottico inusuale che si manifesta nell’atmosfera. Nei luoghi ove si verificano uno stress tettonico e/o un’attività sismica (ed in aree ad essi non necessariamente prossimali) può capitare che si inneschi questa strana luminosità il cui colore varia di solito dal bianco all’azzurro. Uno degli ultimi casi è quello relativo al terremoto di magnitudo > 7 avvenuto a settembre in Messico quando molte persone hanno dichiarato di aver osservato (qualcuno ha anche filmato) delle luci in cielo in concomitanza del sisma. Da una parte la curiosità e lo stupore della popolazione, dall’altra una certa perplessità del mondo della ricerca. Un fenomeno sul quale gli scienziati non si sono ancora espressi del tutto ma con cautela stanno avanzando varie teorie. Teorie che debbono essere suffragate da prove al fine di essere validate. Una di queste, forse attualmente quella più accreditata (in potenza), suppone che tutto sia indotto dalla ionizzazione dell’ossigeno presente in alcuni tipi di rocce nel sottosuolo nel momento in cui si verifica un sisma.

Praticamente cosa succederebbe?

Nel momento in cui si genera un terremoto, tendenzialmente di magnitudo superiore a 5 gradi della scala Richter, a seguito della rottura di taluni legami chimici nelle rocce, rottura provocata dallo stress a cui le rocce stesse sono sottoposte, l’ossigeno ionizzato risale dalle profondità attraverso le fratture, le fessure, le faglie e, una volta giunto in superficie, a contatto con l’atmosfera, innesca una reazione di ionizzazione con porzioni di strati che emettono luce. Le luci sismiche appunto. Le suddette, caratterizzate da fasci di luce molto intense e di vario spessore, sembrano muoversi e svilupparsi dal basso verso l’alto. Da alcune registrazioni, pare che la durata media delle luci telluriche sia di circa 0.5 secondi, vale a dire di cinque ordine di grandezza superiore alla durata dei fulmini.

Quel che è certo è che le luci telluriche sono al vaglio del mondo scientifico che deve verificare “l’attendibilità delle fonti, la credibilità diretta dei testimoni ed il numero complessivo dello stesso fenomeno osservato da più luoghi e da più persone contemporaneamente” (fonte I.N.G.V.).

Sicuramente questo fenomeno è già noto da tanto tempo. Raccontato, testimoniato e documentato nella storia. Anche da personaggi illustri.

Alcuni esempi?

Plinio il Vecchio che, sempre sul pezzo come un reporter, nella sua opera “Historia Naturalis” descrisse un evento luminoso durante un terremoto avvenuto nel 91 a.C. a Modena; il filosofo Immanuel Kant che, affascinato dall’argomento, si dedicò allo studio di questi bagliori sismo-indotti (??) tanto suggestivi quanto inquietanti.

Gli studi e le ricerche frattanto continuano: l’eziologia delle luci telluriche va maggiormente approfondita.

Immagine di copertina credit: https://twitter.com/tcsnoticias/status/1435437003982639104

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