Altre scosse di terremoto nell’area dei Campi Flegrei. Lo sciame è iniziato nel pomeriggio di domenica 31 agosto.
Non c’è pace per i Campi Flegrei. A partire dalla mezzanotte fra domenica 31 agosto e lunedì 1 settembre, l’area è stata di nuovo interessata da una serie di scosse sismiche. Il terremoto ha raggiunto magnitudo 4 stamattina, con la scossa più forte registrata intorno alle 4:55. Secondo le prime indiscrezioni, quest’ultima sarebbe stata avvertita nitidamente, anche se non si registrano danni a persone ed edifici.
Nuovo terremoto ai Campi Flegrei: la situazione in tempo reale

Come spesso avviene in questi casi, le autorità hanno sospeso le linee Cumana e Circumflegrea per permettere di controllare eventuali danni alle infrastrutture. Anche i parchi adiacenti all’area sono stati chiusi per il momento. Lo sciame sismico è iniziato, dicevamo, già nel pomeriggio di domenica 31 agosto. Alle 16:10 è stata registrata una scossa di terremoto di magnitudo 3.3, seguita da un’altra alle 16:36. Poi le scosse sono ricominciate intorno a mezzanotte e si sono verificate durante tutta la notte, fino alla più forte (magnitudo 4) avvertita alle 4:55.
Perché ci sono così tanti terremoti ai Campi Flegrei
Tutti questi terremoti ai Campi Flegrei si verificano principalmente per la natura vulcanica dell’area e a un fenomeno chiamato bradisismo, cioè il lento sollevamento o abbassamento del suolo causato dalla pressione dei gas e dei fluidi magmatici in profondità. I Campi Flegrei sono una caldera vulcanica (una delle più grandi al mondo) formata da eruzioni esplosive avvenute migliaia di anni fa. Sotto il suolo c’è un sistema di magmi, gas e acqua che interagisce continuamente.
I terremoti non sono legati a grandi faglie tettoniche, ma sono sismi di origine vulcano-tettonica: piccoli eventi che avvengono quando le rocce si fratturano per far passare gas o fluidi. Negli ultimi anni, la frequenza e l’intensità sono aumentate perché il sollevamento è più rapido e marcato. Pensate che l’INGV ha segnalato che il suolo si sta sollevando di circa 15 mm al mese (dato variabile), e questo provoca tensioni nelle rocce, quindi più microterremoti. Questo non significa che un’eruzione sia imminente, ma indica un aumento della pressione interna e quindi una fase di maggiore attenzione.
Per saperne di più:
- Consulta il sito dell’INGV.
