Scopriamo insieme quale mito si cela dietro la costellazione dei Gemelli!

La costellazione dei Gemelli è una tra le più importanti costellazioni e ha la caratteristica di essere ben visibile nella volta celeste grazie alla presenza di due stelle vicine tra loro molto luminose, che corrispondono esattamente alle teste dei due gemelli. Secondo il mito Zeus si innamorò di Leda e si trasformò in un cigno per accoppiarsi con lei; ella, tuttavia, quella stessa notte, aveva giaciuto con il marito Tindaro. Entrambe le unioni furono allietate da prole, poiché Leda diede alla luce quattro bambini. Secondo la versione più comunemente accettata, Polluce ed Elena (la futura famosa Elena di Troia) erano figli di Zeus, e quindi immortali, mentre Castore e Clitennestra erano figli di Tindaro e quindi erano mortali. Tuttavia esistono varie versioni su quale fosse la reale progenie divina, infatti alcune versioni convergono sull’affermare che entrambi i gemelli, insieme alle sorelle Elena e Clitennestra, fossero figli di Zeus.

La costellazione dei Gemelli. Credit: Stellarium

Alla ricerca del Vello d’Oro

Si diceva che Castore e Polluce si assomigliassero molto fisicamente e che persino si vestissero allo stesso modo, come spesso fanno i gemelli. Essi presero la decisione di unirsi alla spedizione degli Argonauti, guidata dal semidio Giasone alla ricerca del Vello d’Oro. Si distinsero particolarmente tra gli Argonauti per le loro inimitabili doti fisiche e loro abilità nella lotta. Castore si distingueva nella battaglia come abile guerriero, nonché come domatore di cavalli, mentre Polluce eccelleva per abilità pugilistiche. Durante il viaggio, in diverse occasioni, furono d’importanza vitale per la riuscita della spedizione e, a tal proposito, Apollonio Rodio nelle sue Argonautiche, narra un episodio emblematico: durante una tempesta, la nave Argo rischiò l’affondamento, ma ad un certo punto sulla testa dei due giovani apparve una luce e all’istante la tempesta si quietò.

Giasone e il Vello d’Oro

Traendo ispirazioni da questo mito, in epoca romana furono dipinte diverse immagini dei due fratelli sulle navi. Castore e Polluce venivano identificati come protettori delle battaglie e soprattutto dei marinaiIgino sostiene che il potere di salvare i marinai vittime di naufragi fu dato loro da Poseidone, il dio del mare, che anche regalò loro i cavalli bianchi che spesso cavalcarono.

Castore e Polluce

Lo scontro tra gemelli

Castore e Polluce si scontrarono con un’altra coppia di gemelli, Ida e Linceo, a proposito di due belle donne. Ida e Linceo (che erano anche membri dell’equipaggio della nave Argo) erano fidanzati con Febe e Ilaria, ma Castore e Polluce gliele rubarono. Ida e Linceo li inseguirono e le due coppie di gemelli si batterono. Castore fu trafitto da una spada sguainata da Linceo, che fu subito ucciso da Polluce. Ida attaccò Polluce ma fu respinto da una folgore di Zeus. Terminata la battaglia, il gemello Polluce chiese al padre divino di poter donare la sua immortalità all’amato fratello morto oppure di permettergli di raggiungerlo nell’Ade, il regno dei morti. Zeus diede la possibilità ai due gemelli di trascorrere l’eternità insieme, un giorno nell’Ade ed uno nell’Olimpo, ponendo in cielo le due nobili anime. Zeus li sistemò nella costellazione dei Gemelli, dove sono raffigurati abbracciati, inseparabili per l’eternità.

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