La luna di Saturno, Titano, rivela una chimica che sfida le nostre regole. Molecole che dovrebbero respingersi si uniscono, aprendo nuovi scenari per la ricerca della vita.

Advertisement

Titano, la luna più grande di Saturno, è uno dei mondi più affascinanti del sistema solare. Sotto la sua spessa atmosfera arancione si nascondono laghi e fiumi. Ma non sono fatti d’acqua: sono composti da metano ed etano liquidi, a temperature glaciali di circa -180°C. Per anni, la chimica prebiotica in un ambiente simile sembrava impraticabile.

Una scoperta controintuitiva

Un nuovo studio della Chalmers University e del NASA JPL, ha identificato qualcosa che, secondo le regole chimiche standard, non dovrebbe essere lì. Hanno trovato prove che l’idrogeno cianuro (HCN), una molecola fondamentale per costruire gli amminoacidi, può formare co-cristalli stabili con il metano e l’etano di Titano.
​In termini semplici, molecole che dovrebbero ignorarsi (come olio e aceto) stanno invece formando una struttura cristallina mista e ordinata.

Rendering di Titano, Luna di Saturno.
Rendering di Titano, Luna di Saturno.

Perchè sfida le regole?

​Il motivo per cui questa scoperta è così importante, va detto, è che sfida una delle regole d’oro che impariamo fin dal liceo: “il simile scioglie il simile”. È il motivo per cui l’olio (una molecola “non-polare”) e l’acqua (una molecola “polare”) non si mescolano. Sulla Terra, tutta la nostra biologia si basa sull’acqua, che agisce come solvente universale, un ambiente liquido perfetto dove le molecole polari possono nuotare liberamente, incontrarsi e reagire per formare strutture complesse.

Su Titano, lo scenario è diametralmente opposto. I laghi e i fiumi sono fatti di metano ed etano, che sono solventi “non-polari” (come l’olio). L’ingrediente chiave per la vita che hanno trovato, l’idrogeno cianuro (HCN), è invece una molecola fortemente “polare” (come l’acqua).
​La chimica classica ci diceva che queste due molecole dovevano respingersi. L’HCN non avrebbe mai dovuto sciogliersi o interagire in modo significativo con il metano; avrebbe dovuto restare isolato, inerte e fondamentalmente inutile ai fini della chimica prebiotica.

Questa scoperta dimostra che, a quelle temperature glaciali (-180°C), l’universo ha trovato un altro modo. La chimica complessa della vita non richiede necessariamente acqua liquida e temperature miti. Può trovare un percorso alternativo, formare strutture solide stabili e iniziare la sua scalata verso la complessità anche in un solvente idrocarburico. È, letteralmente, una “ricetta” chimica per la vita che non avevamo mai considerato prima.

Rappresentazione artistica della Sonda Dragonfly della NASA sulla superficie di Titano. (NASA/Johns Hopkins APL/Steve Gribben)
Rappresentazione artistica della Sonda Dragonfly della NASA sulla superficie di Titano. (NASA/Johns Hopkins APL/Steve Gribben)

Cosa cerca (ora) Dragonfly

Naturalmente, questo non prova l’esistenza della vita su Titano. Ma amplia enormemente il campo di gioco. Dimostra che i “mattoni” della biologia possono formarsi in modi che non avevamo previsto.

Questa scoperta fornisce un nuovo, cruciale obiettivo scientifico per l’attesissima sonda Dragonfly della NASA, un drone-elicottero che volerà nell’atmosfera di Titano proprio per analizzare questa chimica complessa.