In “Beyond Anxiety”, la scrittrice Martha Beck descrive l’ansia come un’interpretazione mentale di una minaccia che non è fisicamente presente. Ecco i suoi consigli per gestirla e trovare il proprio scopo nella vita.

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L’incertezza del futuro rende sempre di più gli esseri umani nervosi. Questo meccanismo psicologico può spesso portare ad ansia e attacchi di panico. Ne ha parlato anche la scrittrice Martha Beck, che al portale Big Think ha raccontato come l’ansia può essere gestita per trovare il proprio scopo nella vita. Sociologa laureata ad Harvard e autrice di bestseller, nel suo ultimo libro “Beyond Anxiety: Curiosity, Creativity, and Finding Your Life’s Purpose” ha spiegato perché il mondo moderno ci ha resi così ansiosi e cosa possiamo fare per calmare i nervi di fronte alle nostre paure.

L’intervista al New York Times

Martha Beck al TEDx di San Diego. Crediti: Youtube.

A Big Think Beck ha raccontato di aver avuto ogni tipo di problema psicologico, escludendo le malattie mentali, e di aver trascorso molto tempo a meditare per capire come migliorare la sua vita. Per l’autrice viviamo in una paura perpetua nonostante siamo le persone più longeve della storia, in generale. Molte malattie sono state debellate e non si muore così facilmente come nel Medioevo. Abbiamo tutto ma ci sentiamo soli. Prestiamo sempre più attenzione a cose come i social e al paragone con gli altri. Questi fattori determinano la nostra ansia.

Cos’è l’ansia?

Beck ha poi fatto una netta distinzione tra paura, un sano istinto che ci spinge all’azione quando c’è un pericolo reale, e ansia, l’interpretazione e il linguaggio con cui “vestiamo” i nostri impulsi emotivi. Il problema è che tendiamo a vedere le paure irrazionali come reali. Invece la maggior parte delle volte si tratta di qualcosa che non è ancora successo e che potrebbe non succedere mai. “Siamo narratori, ci raccontiamo delle storie. Tutto ciò che ci fa paura e che non deriva da un evento reale, ma da una rappresentazione mentale di quel pensiero, lo chiamerei ansia” spiega Beck nell’intervista.

Come gestire l’ansia

Beck spiega: “L’ansia non è cattiva. È solo stupida. Se vuoi ascoltarla, va bene. Ricorda solo che stai parlando con un animale [te stesso], ed è un animale connesso al linguaggio. Se dicessi: “Sto cercando di sradicarti”, non sarebbe una cosa che ti calmerebbe, anzi. Dovrei dire: “Puoi calmare e rilassare la tua ansia?” Il modo in cui lo faccio è con gentilezza. Perché non posso dirti di fare una cosa calma e farti calmare. Ma posso chiederti di dire una frase gentile alla tua paura. Di trattarla come una vecchia amica”.

Lo scopo ultimo dell’esistenza

“Se parlerai con la tua ansia, conoscerai sensazioni come compassione e connessione. A quel punto, troverai un’enorme gioia nell’accettare la realtà delle cose. Troverai gioia in qualcosa che influenza positivamente gli altri. È la gioia il nostro scopo ultimo. Quando siamo senza ansia, la curiosità ci conduce verso il nostro scopo specifico. Tutte le nostre curiosità sono specifiche. Io potrei essere più curioso di te per gli acquerelli. Tu potresti essere più curioso per il giornalismo. Ma le nostre curiosità servono i nostri cuori e le nostre psiche. Servono anche agli altri. La curiosità è il collegamento che ti porta al tuo modo unico di vivere”.

“Molte persone pensano di aver bisogno del panico per motivarsi. Credono che, senza ansia, non sarebbero motivati. Ma il fatto è che siamo molto più motivati ​​da cose come l’amore, il fascino e la gioia che dalla paura. È successo a me quando ho iniziato a essere curiosa, mi sono sentita motivata a scrivere questo libro” conclude Beck.

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