Artemis III sarà la missione decisiva della NASA: il successo di questo storico ritorno sulla Luna aprirà la strada alle future esplorazioni umane nello spazio profondo e alla conquista di Marte.
Nel marzo 1969, pochi mesi prima dello sbarco lunare di Neil Armstrong, la missione Apollo 9 rimase in orbita terrestre senza raggiungere la Luna. Il successo della missione fornì alla NASA la validazione tecnica necessaria per autorizzare l’allunaggio di Apollo 11.
Il programma NASA Artemis, istituito nel 2017, mira a riportare esseri umani sulla Luna per la prima volta dopo Apollo 17, con l’obiettivo di stabilire una presenza umana sostenibile.
- Artemis I (2022): volo senza equipaggio della capsula Orion attorno alla Luna per testare il sistema di lancio SLS e i principali sottosistemi.
- Artemis II: missione con quattro astronauti, primo volo umano oltre l’orbita terrestre bassa dopo oltre cinquant’anni.
La missione Artemis III, inizialmente concepita per l’allunaggio, è stata riconfigurata come missione di prova in orbita terrestre. L’allunaggio è stato rinviato ad Artemis IV.
La decisione deriva dai ritardi nello sviluppo dei sistemi di atterraggio lunare: il lander Starship HLS sviluppato da SpaceX ed il modulo Blue Moon Mark 2 sviluppato da Blue Origin.

Una campagna spaziale senza precedenti
Artemis III rappresenterà la prima missione NASA a coordinare simultaneamente tre veicoli spaziali sviluppati da diversi fornitori:
- Il razzo SLS lancerà la capsula Orion con un equipaggio di quattro astronauti in orbita terrestre bassa;
- Il prototipo Starship HLS sarà lanciato separatamente da SpaceX;
- Il prototipo Blue Moon Mark 2 sarà lanciato autonomamente da Blue Origin.
Una volta in orbita, Orion effettuerà manovre di attracco con i due lander. Per la prima volta, il sistema di docking di Orion verrà collaudato con equipaggio a bordo. Gli astronauti potranno inoltre accedere ai moduli di atterraggio per simulare procedure operative destinate alle future missioni lunari con allunaggio.
Orbita terrestre e nuova strategia
Per Artemis III, la NASA userà uno “spacer” al posto del tradizionale stadio superiore: una struttura non propulsiva con stessa massa e dimensioni del vero modulo. Sarà il modulo di servizio di Orion, sviluppato dall’Agenzia Spaziale Europea, a effettuare la manovra di circolarizzazione dell’orbita. La scelta dell’orbita terrestre bassa è strategica: consente più finestre di lancio per i vari elementi della missione, aumentando le probabilità di successo delle operazioni.
Fonte:
