Si verificò circa 800 anni fa e fu il periodo più freddo degli ultimi 12.000 anni nell’emisfero settentrionale della Terra.
La Piccola Era Glaciale fu un evento caratterizzato da temperature estremamente basse, circa 800 anni fa. Sebbene ci troviamo in un periodo di riscaldamento globale, è importante considerare i periodi freddi del passato, poiché ci forniscono un’analogia per comprendere la variabilità climatica e la relazione tra clima e società. Ciò che possiamo imparare dal passato è la chiave migliore per adattarci al futuro che verrà. Questo ci dimostra che i cambiamenti climatici degli ultimi secoli hanno avuto profonde conseguenze sulla civiltà e che ignorarli non serve a niente.
Quando ebbe inizio la Piccola Era Glaciale?

La Piccola Era Glaciale si verificò circa 800 anni fa e fu il periodo più freddo degli ultimi 12.000 anni nell’emisfero settentrionale. Nell’emisfero meridionale, la Piccola Era Glaciale iniziò due secoli dopo. L’intervallo tra il XVII e il XVIII secolo è l’unico intervallo freddo osservato a livello globale, documentato sia nell’emisfero settentrionale che in quello meridionale. Durante questo periodo, le temperature scesero di circa 1-2 °C, con conseguenze significative, in particolare in Europa, tra cui calo dei raccolti, carestie e pandemie che causarono la morte di milioni di persone.
Le “ere glaciali” in Europa
In Europa, si sono verificati quattro episodi di freddo intenso: 1460, 1600, 1690, 1825. Intorno al 1270, si osserva una transizione da un regime climatico stabile a un periodo di elevata instabilità/variabilità, con fluttuazioni annuali sia delle temperature che delle precipitazioni. Questa instabilità è evidente negli archivi naturali dell’Europa settentrionale, che mostrano fluttuazioni annuali della temperatura nell’Oceano Atlantico. Ad esempio, il periodo 1315-1318 fu caratterizzato da condizioni umide e fredde nell’Europa settentrionale, corrispondenti alla Grande Carestia.
Quali furono le cause della Piccola Era Glaciale?
Le cause principali della Piccola Era Glaciale non sono del tutto chiare, ma sembra che si tratti di una combinazione di numerose eruzioni vulcaniche avvenute durante quel periodo e di una riduzione dell’attività solare/macchie solari, che influenzano la distribuzione dell’energia solare sulla superficie terrestre, la circolazione atmosferica e oceanica e, di conseguenza, le temperature. Molte eruzioni vulcaniche si sono verificate durante questo periodo, tra cui alcune ben note come il vulcano Samalas in Indonesia (1257), il vulcano Quilotoa in Ecuador (1280) e il vulcano El Chichon in Messico (1360). Le eruzioni vulcaniche immettono enormi quantità di solfati e anidride carbonica nell’atmosfera, principalmente nella stratosfera (la parte superiore dell’atmosfera, tra 10 e 50 km). Queste sostanze riflettono la radiazione solare nello spazio, impedendole di penetrare la superficie terrestre e riducendo così la temperatura media globale.
Cosa dobbiamo aspettarci oggi
Oggi, le temperature medie globali stanno aumentando a un ritmo accelerato, superando 1,5 °C rispetto all’era industriale, con eventi estremi ma con un trend positivo rispetto alla Piccola Era Glaciale. Gli studi dimostrano che questi eventi estremi sono più frequenti quando le temperature cambiano rapidamente, sottolineando la necessità di uno sforzo collettivo per limitare gli impatti del cambiamento climatico. È evidente che le azioni di mitigazione imposte dai governi per ridurre gli effetti dei gas serra e altro non produrranno risultati immediati. Per questi motivi, le comunità devono adattarsi a un mondo più caldo e a condizioni di vita meno ospitali. Ciò che possiamo imparare dal passato è la migrazione da ambienti vulnerabili, l’assistenza e il supporto alle comunità vulnerabili, la creazione di reti commerciali diversificate e l’adattamento alle nuove realtà.
Per saperne di più:
- Consulta l’articolo del Climate Change Summit.
