Dopo dieci anni di scoperte straordinarie, sembra che il meglio debba ancora venire. I prossimi decenni potrebbero regalarci un “censimento cosmico” dei buchi neri e delle stelle di neutroni, permettendoci di rispondere a domande fondamentali sull’evoluzione delle galassie e sul destino dell’universo
Il 14 settembre 2015 è una data che ha segnato la storia della scienza: per la prima volta, gli interferometri gemelli del progetto LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), negli Stati Uniti, hanno rilevato direttamente le onde gravitazionali. Queste increspature dello spazio-tempo, previste da Einstein un secolo prima, provenivano dalla fusione di due buchi neri avvenuta oltre un miliardo di anni fa. Da allora, gli osservatori LIGO, insieme ai loro “fratelli” Virgo in Italia e KAGRA in Giappone, hanno registrato centinaia di eventi nell’universo, raddoppiando la sensibilità dei loro strumenti e arrivando oggi a osservare fusioni di buchi neri con una frequenza sorprendente: in media, una ogni tre giorni.

Nuovi grandiosi orizzonti: dal Cosmic Explorer all’Einstein Telescope
E il futuro promette molto di più. Negli Stati Uniti si lavora al progetto Cosmic Explorer (CE), un interferometro con bracci lunghi 40 chilometri, dieci volte quelli di LIGO. Con questa scala, potrebbe rilevare fino a 100.000 fusioni di buchi neri all’anno, comprese quelle avvenute oltre dieci miliardi di anni fa, quando le galassie erano in piena attività di formazione stellare. Si stima inoltre che il CE possa registrare più di un milione di fusioni di stelle di neutroni all’anno, una ogni pochi secondi.
In parallelo, in Europa prende forma l’ambizioso progetto dell’Einstein Telescope (ET). Con un design triangolare e bracci da 10 chilometri, costruito sottoterra e con specchi raffreddati a temperature prossime allo zero assoluto, l’ET sarà ottimizzato per esplorare le basse frequenze. Questo gli permetterà di “ascoltare” i buchi neri molto prima della loro fusione e di studiare oggetti ancora più massicci.
La solita questione: non solo idee brillanti, anche volonta` politica e finanziamenti
Nel frattempo, LIGO stesso verrà potenziato con l’upgrade A# (A-sharp), previsto per gli anni ’30, che ne aumenterà ulteriormente la sensibilità e testerà tecnologie destinate alle future generazioni di rivelatori. Oltre alle sfide tecnologiche, resta aperta la questione dei finanziamenti: costruire strumenti di queste dimensioni richiede investimenti miliardari e decisioni politiche coraggiose. Ma gli scienziati sono fiduciosi: i prossimi decenni potrebbero regalarci un “censimento cosmico” dei buchi neri e delle stelle di neutroni, permettendoci di rispondere a domande fondamentali sull’evoluzione delle galassie e sul destino dell’universo. Dopo dieci anni di scoperte straordinarie, il viaggio di LIGO pare ancora solo all’inizio: il meglio deve ancora venire.
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