Oggi, 6 ottobre, Marte si trova alla minima distanza con la Terra, circa 62 milioni di chilometri mentre il 13 sarà in opposizione al Sole, ovvero si troverà dalla parte opposta al Sole e sarà visibile per tutta la notte

E’ impossibile non notarlo nel cielo, brillante più di qualsiasi stella, persino più del pianeta Giove, in prima serata verso sud-est. Marte nel corso della notte si alzerà fino a 50° sull’orizzonte, dominando il cielo verso la mezzanotte locale con la sua inconfondibile luce arancio. Questi sono i giorni migliori per osservarlo anche al telescopio. Il suo diametro apparente supera i 20 secondi d’arco, maggiore di quello di Saturno e sufficiente per mostrare interessantissimi dettagli del pianeta più simile alla Terra in tutto il Sistema Solare

L’osservazione può essere fatta con ogni telescopio e sarà interessante a partire dai 100 ingrandimenti. A causa della sua grande luminosità, dobbiamo lasciare che l’occhio si adatti per qualche minuto alla visione telescopica, prima di poter vedere tutti i piccoli dettagli di questo meraviglioso deserto rosso. Se lo osserviamo quando è alto sull’orizzonte (a partire almeno dalle 23) e in una serata con poca turbolenza atmosferica, possiamo ingrandire l’immagine anche 200 volte, se abbiamo telescopi da 10-15 cm, e fino a 300-400 volte per strumenti tra i 20 e i 30 cm. 

I particolari visibili cambiano a seconda dell’orario di osservazione, perché Marte ruota su sé stesso in 24 ore e 37 minuti. Verso le 22:30-23 sarà osservabile, nei pressi del terminatore, la regione di Tharsis e il Monte Olimpo. E’ possibile che si riescano a osservare nubi sopra i grandi vulcani, specialmente sopra Arsia Mons e se utilizziamo telescopi di almeno 15 cm di diametro. Sicuramente si noteranno le nubi che coprono l’emisfero nord, con qualsiasi strumento. Queste appaiono di un tenue color azzurro. Sarà visibile anche la calotta polare sud, di un bianco brillante e una lingua scura di terra che taglia in orizzontale il pianeta. 

Fotografie di Marte effettuate attraverso un telescopio Newtoniano da 25 cm di diametro su montatura motorizzata e camera planetaria ASI 120MC

Qualche consiglio per l’osservazione al telescopio

Ecco qualche consiglio per rendere più proficue le nostre osservazioni del Pianeta Rosso:

  1. Portiamo fuori il telescopio un paio d’ore prima di osservare, perché le lenti e gli specchi hanno bisogno di acclimatarsi alla temperatura esterna. Non è necessario andare in un luogo buio perché Marte è molto brillante e si vede anche dal centro delle grandi città;
  2. Se abbiamo un telescopio a specchi, dobbiamo controllare la collimazione, altrimenti rischiamo di vedere tutto sfocato. Se non abbiamo mai sentito questa parola, cerchiamola su internet;
  3. Possiamo utilizzare dei filtri colorati, se ne abbiamo. Un filtro arancio/rosso aumenta il contrasto dei dettagli superficiali. Uno azzurro/blu fa emergere molto bene le nubi nell’atmosfera marziana. I filtri sono utili ma non sono necessari, quindi se non li avete non c’è problema;
  4. Dedichiamo al pianeta qualche minuto. L’osservazione richiede pazienza e bisogna dare tempo all’occhio di adattarsi a una condizione osservativa nuova. Non dobbiamo aspettarci di vedere gli stessi contrasti delle fotografie. All’oculare Marte appare molto meno contrastato. I dettagli, comunque, ci sono: bisogna solo insegnare all’occhio a vederli;
  5. Impariamo a disegnare quello che vediamo. Questo aiuta molto a scorgere piccoli particolari che sfuggono a una prima, veloce, occhiata e renderà le osservazioni più divertenti. Anche se non siamo esperti disegnatori, non c’è problema: non dobbiamo esporre le nostre opere d’arte in un museo;
  6. Osserviamo in compagnia, è più divertente! Possiamo anche inventarci una sana competizione con il nostro partner di osservazione, sfidandolo a chi riesce a vedere più dettagli nel disco del pianeta. Questo ci darà la motivazione aggiuntiva per continuare l’osservazione per diversi minuti (od ore!), il tempo necessario al nostro occhio per adattarsi alla visione all’oculare;
  7. Sperimentiamo. Proviamo a osservare in diversi orari, con diversi filtri e diversi ingrandimenti. La rotazione di Marte si apprezza già dopo pochi minuti passati all’oculare e i dettagli che si possono scorgere cambiano. Utilizziamo la fantasia; non importa se molte “tecniche” non daranno i risultati sperati: questo fa parte del gioco! Se questa sera il meteo è brutto, non importa, Marte non scappa così rapidamente e avremo a disposizione molti altri giorni per fare osservazioni.
  8. Pazienza. Non è detto che la prima osservazione sia spettacolare e non è detto che le condizioni atmosferiche consentano di vedere sempre dettagli nitidi. Il segreto è la pazienza. Se la prima osservazione non va a buon fine, possiamo ritentare il giorno dopo, apprendendo dalle difficoltà e dagli errori fatti la prima volta. A ogni nuova osservazione acquisteremo esperienza e confidenza con la nostra strumentazione, proprio come un pilota deve dapprima conoscere bene la propria vettura e il circuito per poter dare il meglio. Ricordiamo che non stiamo correndo i 100 metri ma una maratona e non c’è nessuna fretta di arrivare al traguardo.

Non dimentichiamoci che osservare al telescopio non è come dare una superficiale occhiata a un’immagine su google. L’osservazione astronomica è un’esperienza sensoriale che regaliamo a noi stessi. Vogliamoci bene e facciamoci un bel regalo. L’Universo non ci deluderà mai. 

Disegni di Marte effettuati osservando con strumenti da 8-15 centimetri. Questo è l’aspetto del pianeta all’oculare del telescopio. Ovviamente potremo vedere anche i colori e saranno emozionanti!

Qualche consiglio per fotografarlo

Se vogliamo fare delle belle foto, dobbiamo munirci di una camera planetaria, come una ASI 120MC, in pratica una piccola videocamera e collegarla al nostro telescopio, magari utilizzando una lente di Barlow (senza oculare) per lavorare con un rapporto focale intorno a f15-f20. Regoliamo esposizione e guadagno in modo che l’immagine del pianeta sul monitor del computer appaia ben esposta e priva di zone bianche (saturate), mettiamo bene a fuoco e facciamo un filmato di circa 3 minuti ad almeno 30 fotogrammi al secondo, meglio se di più. Poi dovremo elaborare questo filmato estraendo le migliori immagini non rovinate dal tremolio della nostra atmosfera, allinearle e sovrapporle per formare un’unica immagine finale. Il software per fare questo in modo rapido e facile è Autostakkert, tra l’altro gratuito. La nostra immagine finale, poi, verrà elaborata applicando dei filtri di contrasto, ad esempio con un altro programma, chiamato Registax, gratuito anche questo. Si possono utilizzare anche le maschere di contrasto di Photoshop, se preferite.

In alternativa, possiamo collegare una reflex al telescopio e fare qualche foto regolando manualmente le impostazioni di scatto ma i risultati saranno inferiori perché per fare buone foto dei pianeti si devono raccogliere migliaia di foto tutte uguali da selezionare, allineare e sovrapporre le une sulle altre per ottenere un risultato di qualità.

Come fotografare Marte. A sinistra uno scatto singolo, molto rumoroso. Alla sua destra la media di 4000 frame. L’immagine sembra sfocata ma è un’impressione: basta applicare filtri wavelet o maschere di contrasto e i dettagli catturati vengono visualizzati. Un ritocco al bilanciamento dei colori (perché Marte non è giallo!) e alla luminosità ed ecco pronta la nostra meravigliosa fotografia di Marte!

Il consiglio spassionato, tuttavia, è il seguente: se non abbiamo mai fatto foto ai pianeti e non abbiamo una fotocamera performante, lasciamo perdere. E’ molto meglio godersi l’esperienza con i propri occhi che perdere tempo (e pazienza) nel cercare di sistemare il proprio smartphone sopra l’oculare per fotografare un puntino rossastro. sovraesposto: i risultati non saranno mai buoni quanto la visione che avremo con i nostri occhi.

Se siete determinati e volete approfittare di questa grande opposizione di Marte per entrare nel magico mondo della fotografia dei pianeti, allora è meglio iniziare a studiare su un testo che spieghi tutte le tecniche di acquisizione ed elaborazione delle foto. Piccolo spoiler: basta una camera planetaria da meno di 200 euro da collegare al telescopio, posto su una montatura motorizzata, per ottenere risultati di gran migliori di quelli che potremmo ottenere con costosi smartphone, o persino reflex professionali. Per approfondire, consiglio la versione appena aggiornata del mio libro sull’imaging planetario (LINK):

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