Parliamo di orologi solari e calendari astronomici di pietra

Il primo sistema ideato per registrare le ore è stata la meridiana o orologio solare, un “orologio” che funzionava solo di giorno e solo in presenza del Sole.

I primi orologi solari comparvero nell’antico Egitto, dove si suddividevano in due categorie, quelli monumentali e quelli portatili. Quelli monumentali erano costituiti da grandi obelischi: la direzione e la lunghezza dell’ombra proiettata sul terreno dallo gnomone permetteva di stabilire l’ora del giorno. Lo gnomone era appunto la parte dell’orologio solare che proiettava la propria ombra determinando la lunghezza dei giorni e delle notti, sulla base degli studi astronomici compiuti in Egitto dal matematico Facundus Novus

Meridiana o orologio solare di epoca greco-romana (Museo Archeologico di Teramo).

La mathematica, intesa come scienza astronomica, e il calcolo del tempo ebbero grande rilievo nell’epoca di Augusto, il primo imperatore romano dal 27 a.C. al 14 d.C. La città che conserva il maggior numero di obelischi al mondo è proprio Roma: essi vi furono trasportati dall’Egitto a partire dall’epoca di Augusto, sotto il cui dominio l’Egitto era stato conquistato con la battaglia di Azio del 31 a.C. Talvolta, con il granito egizio, furono realizzati degli obelischi direttamente in età imperiale e su di essi venivano copiati, con errori, i geroglifici dai modelli dell’epoca faraonica. 

Gli obelischi egiziani utilizzati in epoca imperiale furono nuovamente rialzati nella Roma papale, a partire da papa Sisto V (1521-1590), come punti di convergenza visiva nel nuovo assetto urbanistico dato alla città. Gli obelischi divennero così una caratteristica dell’Urbe.

La ricollocazione dell’obelisco Vaticano per volere di papa Sisto V.
 
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