L’ultimo aggiornamento dell’INGV mostra che il suolo dei Campi Flegrei si sono sollevati di oltre un metro negli ultimi vent’anni
La regione vulcanica dei Campi Flegrei sta tenendo banco nelle ultime settimane a causa delle continue, anche intense, scosse. Ora un nuovo grafico pubblicato dall’INGV pone ancor di più l’attenzione sulla zona.
Cosa è successo
Il cambiamento c’è stato negli ultimi vent’anni. Infatti il suolo dei Campi Flegrei si è sollevato di ben 140 centimetri e questo fenomeno, più o meno intenso negli hanno, ha ripreso vigore nel 2006 il cosiddetto bradisismo. Questo dato è emerso dall’ultimo aggiornamento dell’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), pubblicato proprio il 15 marzo 2025 sul portale MEDUSA (nella sezione dedicata alla mareografia e alle deformazioni del suolo, monitorate attraverso una rete di sensori marini).

Prima di questa crisi
La zona dei Campi Flegrei non è nuova a ‘crisi’ di questo tipo anche se, quest’ultimo, significativo. Il sollevamento degli ultimi vent’anni risulta inferiore rispetto alla crisi bradisismica degli anni ’80, quando raggiunse addirittura i 185 cm. Considerando anche le fasi di subsidenza, dal 1950 a oggi il suolo si è innalzato complessivamente di ben 4,31 metri. Quello da notare è che, nelle ultime tre settimane, la velocità di sollevamento è aumentata fino a 3 centimetri al mese, il doppio rispetto al valore precedente di 1,5 cm al mese.

Qualche info sui Campi Flegrei
I Campi Flegrei sono un complesso sistema vulcanico situato in Campania nella zona di Pozzuoli: la loro attività ha avuto inizio più di 60.000 anni fa. Da studi e dati raccolti, due grandi eruzioni hanno segnato profondamente il territorio:
- L’Ignimbrite Campana, avvenuta circa 39.000 anni fa;
- Il Tufo Giallo Napoletano, risalente a circa 15.000 anni fa.
Queste due grandi eruzioni sono importantissime perché hanno portato alla formazione di una caldera (una grande conca a imbuto aperta nel suolo, in corrispondenza di crateri vulcanici, il cui diametro può raggiungere anche molti chilometri) complessa, la cui origine e soprattutto evoluzione rappresenta ancora oggi oggetto di studio e dibattito scientifico.
Per saperne di più:
- Consulta la sezione dedicata alla regione vulcanica dell’INGV
Immagine di copertina credit NASA Earth Observatory image by Jesse Allen and Robert Simmon, using EO-1 ALI data from the NASA EO-1 team
