Non solo terremoti: i sensori che li monitorano consentono anche di rilevare il boom sonico dei detriti spaziali che rientrano in atmosfera, e di localizzarli più rapidamente
In orbita intorno alla Terra non ci sono solo satelliti operativi, ma anche e soprattutto oggetti spaziali che hanno smesso di funzionare, e che non è possibile riportare indietro. L’ESA stima che ci siano più di un milione di rifiuti spaziali in orbita, ed è un numero destinato a crescere. Analizziamo la questione detriti.

Non è possibile controllare il loro rientro sulla Terra, ma gli scienziati hanno scoperto che la loro ricaduta è rilevabile attraverso i sismometri.
Il cono di Mach

Illustrazione della scia sonora dell’oggetto in caduta. Presa da Earthquake Sensors Detect Sonic Booms From Incoming Space Junk.
Quella dei detriti verso la Terra è una caduta libera: soggetti alla gravità, questi oggetti accelerano il loro moto, diretti verso il suolo, e possono superare la velocità del suono. Quando questo avviene, c’è il cosiddetto “boom sonico”: si forma un’onda d’urto percepita a terra come un forte boato.
Le onde sonore, più lente dell’oggetto in caduta, non riescono più a precederlo e formano così un cono lungo la sua scia, chiamato cono di Mach. Attraverso i sensori sismici è possibile osservare proprio il cono di Mach, e quindi tracciare con precisione la traiettoria di ricaduta e ricostruire quando e dove i pezzi si sono frammentati.
Il problema dei detriti spaziali
Vista la loro numerosa presenza, diventano sempre più probabili le collisioni tra detriti in orbita ed il loro scontro con satelliti e oggetti spaziali attualmente in uso. I rifiuti spaziali rappresentano una minaccia anche nella fase di ricaduta sulla Terra, specialmente quando si tratta di oggetti di grandi dimensioni: anche se l’impatto con l’atmosfera li frammenta, spesso rappresentano un rischio sia per l’aviazione che per le infrastrutture a Terra.
Non è possibile rallentare o deviare la loro caduta ma, grazie ai sensori sismici, ora si potrà osservarla con maggiore precisione e valutare meglio il rischio che il loro impatto potrebbe avere.
Fonti:
– Reentry and disintegration dynamics of space debris tracked using seismic data
– Earthquake Sensors Detect Sonic Booms From Incoming Space Junk
