Due potenti terremoti hanno colpito il Venezuela causando purtroppo morti e distruzione. Questi fenomeni hanno cambiato la superficie terrestre
Due potenti terremoti hanno recentemente colpito e devastato il Venezuela lo scorso 25 giugno 2026. I satelliti della NASA hanno catturato immagini e dati che stanno supportando gli sforzi di soccorso.
La mappa
Questa mappa, realizzata dal satellite NISAR (Synthetic Aperture Radar), una missione in collaborazione con l’ISRO (Organizzazione Indiana per la Ricerca Spaziale), mostra come i terremoti abbiano spostato la superficie terrestre. Le tonalità di rosso e blu indicano spostamenti in direzioni opposte (rosso verso est e blu verso ovest), mentre le tonalità di giallo indicano spostamenti prossimi allo zero. Si tratta di dati preliminari ancora in fase di validazione, utili per identificare le aree di spostamento significativo. Di seguito ecco la mappa:

La particolarità scientifica di questo disastro risiede nel fatto che si è trattato di una severa “sequenza doppietta”, ovvero un fenomeno in cui due terremoti di magnitudo simile avvengono a pochissima distanza temporale e geografica l’uno dall’altro. La scossa principale di magnitudo 7.5 è stata infatti preceduta appena 39 secondi prima da un forte evento di magnitudo 7.2, un’interazione ravvicinata che indica un processo di rottura estremamente complesso nel sottosuolo.
Energia liberata dai terremoti
L’energia liberata dai terremoti ha interessato un’area di faglia immensa, stimabile in circa 150 chilometri di lunghezza per 20 di larghezza. Il Venezuela settentrionale ha una lunga storia di terremoti distruttivi: pur trattandosi di un’area che nell’ultimo secolo ha visto solo sette eventi di magnitudo pari o superiore a 6.0 in un raggio di 250 chilometri, la memoria storica torna inevitabilmente al catastrofico terremoto di Caracas del luglio 1967 che provocò circa 240 vittime e il crollo di diversi grattacieli.
Per saperne di più:
