James Hansen, il climatologo che suonò l’allarme sul riscaldamento globale negli anni Ottanta, ha previsto che il 2026 stabilirà un nuovo record di temperatura globale. Il merito è del super El Niño in arrivo. Il problema? Succede ogni anno, e ormai abbiamo smesso di stupircene.

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James Hansen non è uno scienziato qualsiasi, anzi, fu tra i primi, negli anni Ottanta, a testimoniare davanti al Congresso degli Stati Uniti per spiegare che i gas serra avrebbero surriscaldato il pianeta. Oggi ha 85 anni, e non si è mai fermato. Il primo maggio 2026 ha rilasciato una previsione, affermando che il 2026 sarà l’anno più caldo mai registrato, superando il 2024. La causa è la combinazione del riscaldamento globale di fondo con l’arrivo di un El Niño molto potente già nella seconda metà dell’anno.

Il meccanismo dei record

Il 2024 è stato il primo anno in cui la temperatura globale ha superato stabilmente la soglia di 1,5°C sopra i livelli pre-industriali. Hansen ritiene che il 2026 farà altrettanto, spinto dall’anomalia termica del Pacifico. Alcuni modelli prevedono addirittura un “super El Niño”, il più forte mai registrato, che spingerà le temperature globali a livelli mai visti nell’era strumentale.

2026 sarà l’anno più caldo di sempre

La notizia che non sorprende più

Ogni anno, ormai, ci viene detto che l’anno in corso è il più caldo di sempre. La frase è diventata un ritornello, e i ritornelli li si ascolta senza ascoltarli. Hansen non ha scoperto nulla di nuovo, al contrario, ha solo messo dei numeri su una sequenza che si ripete identica da troppo tempo. Il vero record però è la nostra capacità di leggere la notizia, annuire, e continuare a vivere come se il termometro non avesse niente a che fare con noi… e quella, forse, è la cosa più preoccupante di tutte.

Fonti consultate: