Vediamo insieme cosa lega il “Tripletto del Leone”, uno dei gioielli del profondo cielo primaverile, al grande ammasso globulare Omega Centauri.

Riconoscete i due corpi celesti nella figura 1? Si tratta di due famosi gioielli del profondo cielo, uno per emisfero, ovvero l’ammasso globulare Omega Centauri e il “Tripletto del Leone”, che proprio in queste notti di Maggio rappresenta uno degli obiettivi piu’ belli’ e appaganti per molti astrofili, nonche’ tra i piu’ rappresentativi del cielo primaverile. Ma cosa lega questi due oggetti? Il fatto che non molti anni fa, nel 2015, gli astronomi sono riusciti a scovare un ammasso stellare “gemello” di Omega Centauri… in un altra galassia! Galassia che per la precisione risponde al nome di NGC 3628, proprio una delle componenti del tripletto, nonche’ la piu’ luminosa.

In alto, Il “Tripletto del Leone”. In basso, Omega Centauri. Credits ESO e Hewholooks (Wikipedia contributor)

La scoperta di questo alter-ego extragalattico del maestoso Omega Centauri, battezzato NGC 3628-UCD1, desto’ grandissimo interesse, soprattutto perche’ appena 15 anni prima era stata scoperta una nuova classe di galassie note come “nane ultra-compatte”. Le prime galassie scoperte a ricadere dentro questa nuova categoria erano caratterizzate da dimensioni molto ridotte rispetto a quelle tipiche della Via Lattea, avendo infatti un raggio dell’ordine di appena 20 parsec, e una luminosita’ di poco superiore ai 10 milioni di luminosita’ solari, indicando quindi una massa mediamemente 10 mila volte inferiore a quella di una tipica galassia a spirale. Questi dati fecero dunque sorgere spontanea una domanda: le galassie nane ultra-compatte sono da considerarsi come le piu’ piccole galassie conosciute… o forse come i piu’ grandi ammassi stellari? O forse rappresentano l’anello di congiunzione tra le due classi? Non sarebbe un caso infatti che questi oggetti abbiano dimensioni e luminosita’ intermedie tra quelle degli ammassi globulari, il cui raggio tipicamente si aggira intorno ai 3 parsec e la luminosita’ attorno a 1 milione di luminosita’ solari), e delle galassie nane, le quali mostrano un raggio ben superiore ai 100 parsec.

Mettendo insieme i pezzi…

Nel corso deglli ultimi 20 anni gli astronomi hanno ipotizzato come le galassie nane ultra-compatte potessero essere il risultato della fusione di piu’ ammassi globulari, oppure… potrebbero rapprentare cio’ che resta di una antica galassia “smantellata” del suo alone durante la fusione con una galassia piu’ massiccia, causandone lo stiramento e “smembramento” mareale che ne ha lasciato il suo nucleo compatto e spoglio, oggi visibile come un enorme ammasso globulare. E’ infatti questa una delle ipotesi dietro l’origine di Omega Centauri, il piu’ grande e massiccio degli ammassi globulari della nostra Via Lattea, che potrebbe essere un esempio di un nucleo galattico di quella che una volta era un satellite della nostra Galassia, prima che si fondesse con essa e le forze mareali spogliassero il nucleo di ogni disco/alone attorno ad esso (ipotesi che resta comunque ancora materia di ricerca!).

Zoom successivi nella porzione del flusso stellare di NGC 3628 ove e’ localizzato NGC 3628-UCD1 (identificato nei pannelli a destra). Credits: Jennings et al. 2015.

Ed e’ qui che arriviamo al Tripletto del Leone, in particolare alla luminosa NGC 3628. Nel 2015, Jennings e collaboratori dell’Universita’ della California scoprirono NGC 3628-UCD1 all’interno di un flusso di stelle e plasma che si estende per 140 kiloparsec verso l’esterno della galassia, come mostrato in dettaglio nella figura 2. NGC 3628-UCD1 si trova proprio nel mezzo di questo flusso, e risulto’ avere dimensioni e luminosita’ del tutto analoghe ad Omega Centauri. I ricercatori capirono subito l’importanza di questa scoperta, che offriva la possibilita’ di osserevare un oggeto come Omega Centauri da un punto di vista tutto nuovo, ovvero dall’esterno della galassia ospite, fornendo la possibilita’ di studi e indagini altrimenti piu’ problematiche. Mettendo insieme i pezzi, proposero quindi che NGC 3628-UCD1 sia un esempio di galassa nana ultra-compatta IN FORMAZIONE attraverso lo stiramento e smembramento mareale ad opera della piu’ grande NGC 3628, fenomeno che avrebbe cosi’ formato il flusso stellare che connette i due oggetti. Per analogia, questa scoperta rese ancora piu’ plausibile la teoria dietro all’origine di Omega Centauri, secondo cui potrebbe essere anch’esso il lascito di un’antica galassia satellite fagocitata dalla Via Lattea, la quale ci avrebbe cosi’ lasciato il suo nucleo spogliato e compatto a memoria perenne della sua passata avventura cosmica.

Fonti:

Kormendy, J., & Bahcall, J. N. 1974,AJ,79, 671

Jennings et al.; The Astrophysical Journal Letters,812:L10, 2015

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