Un misterioso segnale radio, inizialmente rilevato dal Murchison Widefield Array, si è poi rivelato provenire da un televisore.
I segnali antropogenici (cioè quelli originati dall’uomo e dalla sua tecnologia) rappresentano un grosso problema per la radioastronomia. Nel tentativo di risolvere un mistero, i ricercatori statunitensi hanno sviluppato una tecnica che potrebbe filtrare meglio il nostro rumore radio differenziandolo da quello di un segnale dallo spazio. D’altronde noi esseri umani siamo parecchio rumorosi nelle onde radio. Le usiamo per le comunicazioni, ovviamente, ma gran parte della nostra tecnologia è una fonte, dagli elettrodomestici e dalle linee elettriche fino all’accensione dei veicoli a benzina.
Il segnale che proveniva da un televisore in Australia

Non è la prima volta che un segnale umano viene scambiato per uno proveniente dallo spazio. Gli scienziati della Brown University hanno recentemente identificato un misterioso segnale che si è poi rivelato provenire da un televisore. Ma non è questa la parte interessante della vicenda. Il fatto è che il Murchison Widefield Array che ha effettuato la rilevazione nel remoto deserto australiano nel 2013 si trova in una zona radio silenziosa, una vasta area protetta contro le interferenze radio antropogeniche. In quell’area, infatti, non è consentito installare nulla che possa disturbare l’ascolto dello spazio. Le strutture sono tutte state costruite in un edificio a gabbia di Faraday. Tutte le auto che entrano nella zona devono essere alimentate a gasolio. Eppure, ecco un segnale televisivo trasmesso, che attraversa il cielo e viene scambiato per un messaggio “alieno”.
Rimbalzato da un aereo
“Quando lo abbiamo analizzato”, spiega il fisico Jonathan Pober della Brown University “abbiamo detto: ‘Scommetto che il segnale si sta riflettendo da un aereo.’ Stavamo osservando questi segnali da quasi cinque anni e diverse persone avevano ipotizzato che fossero aerei che riflettevano trasmissioni televisive. Ci siamo resi conto che per una volta potevamo effettivamente confermare questa teoria”. L’aereo volava a un’altitudine di 11,7 chilometri e a una velocità di 792 chilometri all’ora. I ricercatori hanno persino ristretto la fonte della trasmissione: la frequenza era associata a un canale televisivo digitale utilizzato dalla Seven Network australiana.
Come si risolve un problema del genere
Gli scienziati pensavano che se fossero riusciti a trovare un modo per isolare il segnale televisivo riflesso da un aereo in transito, avrebbero potuto sviluppare un modo per tracciare i segnali di interferenza, lo strumento necessario per estrarli e recuperare dati utilizzabili per la radioastronomia. Per caratterizzare il segnale, i ricercatori hanno utilizzato due metodi. Il primo è una tecnica chiamata correzioni di campo vicino, che applica una messa a fuoco più forte agli oggetti vicini, al contrario delle osservazioni dello spazio profondo normalmente effettuate dai radiotelescopi. La seconda è il beamforming, una tecnica che affina i segnali curvi in campo vicino ricevuti dal Murchison Widefield Array.
Un primo passo per ascoltare meglio il cielo
“Questo è un passo fondamentale per rimuovere le interferenze causate dall’uomo”, hanno spiegato gli autori dello studio. “Identificando e rimuovendo con precisione solo le fonti di interferenza, gli astronomi possono preservare una parte maggiore delle loro osservazioni, ridurre la perdita di dati e aumentare le possibilità di fare scoperte importanti”. La ricerca è stata pubblicata nella rivista Publications of the Astronomical Society of Australia.
Per saperne di più:
- Leggi l’articolo originale su Science Alert.
