Il telescopio spaziale Roman è in anticipo sui tempi grazie a Hubble, che sta osservando il rigonfiamento della Via Lattea per preparare la caccia ad esopianeti e pianeti erranti tramite microlensing gravitazionale.

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Siamo abituati a vedere i grandi telescopi spaziali accumulare continui ritardi e sforare i budget: il caso del James Webb è l’esempio più recente. Il telescopio spaziale della NASA, il Nancy Grace Roman Space Telescope va in controtendenza: è in anticipo sul programma e sotto budget. Si tratta di un risultato raro per una missione di questa portata. Il lancio è previsto per settembre, con diversi mesi di anticipo rispetto alla tabella di marcia originale. Una volta raggiunta la sua destinazione, il punto di Lagrange Sole-Terra L2, il telescopio verrà sottoposto a una fase di test e calibrazione prima di iniziare le osservazioni scientifiche vere e proprie.

Via Lattea e telescopio roman

La survey del rigonfiamento galattico

Il cuore della missione Roman è costituito da grandi survey osservative e una delle principali è la Galactic Bulge Time Domain Survey, che durerà 15 mesi. Il “bulge” galattico è la regione centrale e rigonfia della Via Lattea, densissima di stelle e pianeti: ospita anche oggetti “vaganti” come pianeti erranti e buchi neri di massa stellare isolati.

Roman osserverà ripetutamente questa regione per monitorare le variazioni di luminosità delle stelle: da questi cambiamenti gli astronomi potranno dedurre la presenza di esopianeti, pianeti erranti e altri corpi celesti. Non è il primo strumento a studiare il bulge, ma nessun altro telescopio ha finora avuto una potenza osservativa paragonabile.

Hubble spiana la strada al telescopio Roman

In previsione della survey di Roman, gli astronomi hanno già utilizzato il telescopio spaziale Hubble per osservare le stesse porzioni di cielo che Roman analizzerà in futuro. Questi dati preparatori aiuteranno gli scienziati a interpretare correttamente i risultati che arriveranno dalla missione Roman.

I primi risultati di questa survey di Hubble sono stati pubblicati come nuova ricerca guidata da Sean Terry, ricercatore dell’Università del Maryland e del Goddard Space Flight Center della NASA. Gli autori spiegano che le osservazioni ad alta risoluzione effettuate da Hubble, prima dell’avvio della survey di Roman, rafforzeranno notevolmente la capacità di quest’ultimo di individuare i tratti caratteristici dei sistemi esoplanetari, oltre a costituire un archivio di dati prezioso per l’intera comunità scientifica.

Esopianeti

Distinguere le stelle in primo piano da quelle sullo sfondo

Il microlensing gravitazionale è un fenomeno complesso: capita spesso che una stella in primo piano si allinei con una sullo sfondo, rendendo difficile capire quale sia quale. Il tempismo è cruciale e le osservazioni preparatorie di Hubble aiuteranno gli astronomi a distinguere con precisione la provenienza della luce. Secondo Anderson, l’obiettivo principale di queste osservazioni è identificare in anticipo gli oggetti che parteciperanno durante la survey di Roman in modo tale da poter ricostruire con certezza quale stella, rossa o blu, sia stata coinvolta.

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