Con l’inizio del Legacy Survey of Space and Time (LSST), l’Osservatorio Vera Rubin monitorerà il cielo australe per dieci anni, raccogliendo miliardi di osservazioni per svelare asteroidi, supernovae e i misteri della materia e dell’energia oscura
Il 29 giugno 2026, l’Osservatorio Vera Rubin della National Science Foundation (NSF) e del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE) ha ufficialmente dato il via al suo programma scientifico principale, il Legacy Survey of Space and Time (LSST). Inizia così una rivoluzionaria campagna osservativa della durata di dieci anni, che produrrà il più completo e dettagliato “film in time-lapse” del cielo australe mai realizzato, tanto da essere già definito “il più grande film cosmico di sempre”.
Dalla cima del Cerro Pachón, in Cile, Rubin osserverà l’intero cielo australe ogni poche notti grazie alla sua fotocamera da 3.2 gigapixel, la più grande fotocamera digitale mai costruita. Verrà acquisita una nuova immagine circa ogni 40 secondi, generando fino a 10 terabyte di dati e fino a 7 milioni di segnalazioni di variazioni di luminosità di oggetti celesti ogni notte. Questi avvisi vengono già trasmessi in tempo reale a sistemi automatici di elaborazione, permettendo alla comunità scientifica internazionale di organizzare rapidamente osservazioni di follow-up.

Le prime osservazioni di ottimizzazione hanno già dimostrato l’enorme potenziale di scoperta del telescopio. In appena un mese e mezzo sono stati identificati oltre 11 mila asteroidi finora sconosciuti, tra cui 33 oggetti vicini alla Terra (Near-Earth Objects) e 380 oggetti trans-nettuniani. Tra questi figura anche l’asteroide di oltre 500 metri che ruota più rapidamente tra quelli mai osservati nella fascia principale.
Il più grande censimento del cielo mai realizzato
Nel corso del prossimo decennio, Rubin tornerà a osservare ogni punto del cielo mediamente 800 volte, producendo un archivio senza precedenti per lo studio dei fenomeni transitori (come novae e supernovae), degli oggetti del Sistema Solare, dell’evoluzione delle galassie e dei grandi enigmi della cosmologia, come materia oscura ed energia oscura. Alcune aree selezionate del cielo, note come Deep Drilling Fields, saranno osservate fino a 20 mila volte nell’arco dell’intero progetto.
L’archivio finale conterrà miliardi di oggetti astronomici e migliaia di miliardi di misure, che verranno rese disponibili periodicamente alla comunità scientifica mondiale, aprendo opportunità senza precedenti per la ricerca professionale e amatoriale e per la citizen science. Un esempio pratico e` dato ad esempio dal nuovo numero di supernovae che verranno scoperte dal Vera Rubin telescope: appena un migliaio di esse sono state osservate nel vorso dell’intera storia dell’umanita`, mentre il programma LSST ne scoprira` circa un milione in appena 10 anni.
L’Italia in prima linea nel progetto LSST
Anche l’Italia svolge un ruolo di primo piano in questa impresa internazionale attraverso il programma Rubin-LSST Italy, coordinato dall’INAF e guidato da Massimo Brescia (Program Lead, Università degli Studi di Napoli Federico II), Claudia M. Raiteri (Program Manager, INAF-Osservatorio Astrofisico di Torino) e Giuseppe Bono (Program Scientist, Università di Roma Tor Vergata). Oltre 250 ricercatrici e ricercatori italiani partecipano infatti all’In-kind Program, che garantisce alla comunità scientifica italiana l’accesso ai dati del progetto in cambio di contributi tecnologici e scientifici. Grazie a un’attività di coordinamento avviata già nel 2017, numerosi ricercatori italiani ricoprono oggi ruoli di responsabilità nella collaborazione internazionale, ponendo il nostro paese in una posizione di rilievo per sfruttare appieno le straordinarie opportunità scientifiche offerte dal Vera C. Rubin Observatory.
Per ulteriore info:
- Consulta il sito ufficiale del telescopio
