Dopo la giornata storica di ieri, la NASA ha rilasciato una vera e propria mappa per seguire il James Webb Space Telescope. I dettagli

La giornata di ieri è stata a dir poco commovente. Il James Webb Space Telescope (JWST) rivoluzionerà il mondo della scienza, una vera e propria nuova era astronomica. La NASA ha rilasciato una mappa per seguire il telescopio spaziale verso la sua destinazione. Ecco il link:

https://webb.nasa.gov/content/webbLaunch/whereIsWebb.html

James Webb Space Telescope
L’iconica immagine di ieri. Credit: Arianespace, ESA, NASA, CSA, CNES

Qualche info sul nuovissimo telescopio spaziale

Il James Webb Space Telescope (JWST) sara’ il piu’ grande telescopio lanciato nello spazio. Con uno specchio principale di 6.5 metri di apertura, piu’ del doppio rispetto ai 2.4 metri dell’HST, potra’ raccogliere quasi 7 volte piu’ luce rispetto ad Hubble. Sara’ inoltre una sorta di ponte tra cosa puo’ vedere HST nel visibile e cosa altri telescopi spaziali possono osservare nel lontano infrarosso, riempendo il “gap” con lo studio di bande di frequenze ancora largamente inesplorate. La grande capacita’ di raccolta di luce in virtu’ delle sue dimensioni, unita alla sua alta efficenza nel vicino infrarosso, permettera’ a JWST di vedere attraverso regioni opache e inaccessibili nella banda visibile, come le regioni piu’ interne delle nebulose ricche di polveri che ospitano la formazione di nuove stelle, offrendo quindi preziosi indizi riguardo la nascita, la vita e la morte delle stelle.

Il James Webb Space Telescope e’ inoltre visibilmente diverso da molti altri telescopi spaziali, e alcuni dei motivi risiedono nelle sue enormi dimensioni, che richiederanno che venga piegato dentro il razzo vettore che lo portera’ nello spazio, per poi “aprirsi” quasi come un origamo una volta raggiunta la sua orbita dopo circa un mese dal lancio. Essendo poi uno strumento estremamente sensibile alla radiazione infrarossa, JWST sara’ anche protetto da uno scudo solare che permettera’ alla strumentazione di rimanere a temperature molto basse (intorno a 233 gradi Celsius sotto zero), in modo da ridurre al minimo la “radiazione rumorosa” che potrebbe confondersi con i segnali delle sorgenti stellari di vero interesse scientifico.

Riferimenti:

Weisz et al.; JWST Proposal ID 1334. Cycle 0 Early Release Science

P. A. Oesch et al 2016 ApJ 819 129

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