Un team di astrofisici ha misurato con precisione i confini di IC 1101, la galassia più estesa mai osservata: un colosso di 1,7 milioni di anni luce ancora in fase di crescita.

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L’universo non manca di oggetti dalle dimensioni sbalorditive, dai buchi neri più massicci alle strutture a foglio che collegano intere regioni di galassie. Ma la galassia IC 1101 supera di gran lunga anche questi standard già estremi. Un gruppo di ricerca guidato dall’astrofisico Carlos Marrero de la Rosa dell’Instituto de Astrofísica de Canarias ha condotto le osservazioni più profonde mai realizzate su questo oggetto, individuando il confine del suo corpo stellare principale a circa 260 kiloparsec dal centro. Questo si traduce in un diametro di circa 1,7 milioni di anni luce, rendendo IC 1101 la galassia più grande conosciuta finora — e, cosa ancora più sorprendente, una galassia che continua a crescere.

IC 1101
IC 1101

Quanto è grande, davvero?

Per dare un’idea della scala, Marrero de la Rosa ha spiegato che il disco stellare della Via Lattea è circa venti volte più piccolo in diametro rispetto a IC 1101. In altre parole, se questa galassia fosse posizionata tra la Via Lattea e Andromeda, il suo corpo stellare principale coprirebbe quasi l’intera distanza tra le due.

IC 1101 si trova al centro dell’ammasso di galassie Abell 2029, e proprio questa posizione ha reso difficile per decenni stabilirne i confini reali: le stelle più esterne si confondono con la luce diffusa dell’ammasso circostante, rendendo impossibile individuare un bordo netto.

Una tecnica per trovare “l’invisibile”

Per superare questo ostacolo, il team ha utilizzato il telescopio Isaac Newton da 2,5 metri, situato presso l’osservatorio spagnolo del Roque de los Muchachos, ottenendo le immagini più profonde mai scattate della galassia. La parte più complessa del lavoro è consistita nell’eliminare la luce diffusa proveniente da stelle in primo piano e dal nucleo luminoso della stessa IC 1101, poiché questi disturbi possono simulare la presenza di materiale reale nelle zone periferiche.

Una volta ripulite le immagini, i ricercatori hanno osservato che, a circa 260 kiloparsec dal centro, cambiavano contemporaneamente diverse proprietà: la distribuzione della luce, il colore delle stelle, la massa stellare e persino la forma della galassia. Questa convergenza di segnali ha permesso di identificare con maggiore certezza il vero limite del corpo galattico principale.

Una galassia ancora in costruzione

Le nuove immagini hanno rivelato anche strutture molto deboli e irregolari attorno a IC 1101 — filamenti e ammassi asimmetrici che sembrano tracce di fusioni con galassie più piccole avvenute in epoche passate. Alcune di queste strutture sembrano coincidere con anomalie nell’emissione di raggi X della regione, forse il segno di una collisione con un ammasso minore avvenuta miliardi di anni fa.

Questo suggerisce che, oltre il suo confine principale, IC 1101 continui ad accumulare stelle e detriti provenienti da galassie più piccole, espandendosi lentamente nel tempo.

IC 1101 galassia

Il futuro delle galassie giganti

Secondo Marrero de la Rosa, non è detto che IC 1101 rappresenti il limite assoluto: potrebbero esistere altri sistemi altrettanto estesi non ancora studiati con la stessa profondità. Gli scienziati intendono ora applicare le stesse tecniche ad altre galassie per capire se IC 1101 sia un caso eccezionale o l’anticipazione di ciò che molte galassie massicce diventeranno in futuro.

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