Le immagini satellitari scattate prima e dopo la devastante alluvione tra Nepal e Tibet mostrano un cambiamento enorme
Almeno 359 persone sono state confermate decedute e oltre 1.300 risultano ancora disperse tra il Nepal e la regione cinese del Tibet, dopo che il crollo di un ghiacciaio himalayano ha travolto città e valli di confine con una valanga di acqua, fango e rocce. Le squadre di soccorso stanno cercando superstiti in un territorio di difficile accesso anche nelle migliori condizioni. Almeno 19 ponti e circa 40 km di strada sono stati distrutti, ostacolando ulteriormente le ricerche.
Le foto satellitari

Le immagini satellitari catturate da Planet Labs prima e dopo l’alluvione mostrano come edifici e strade siano stati spazzati via. Le immagini tremente mostrano anche ampie zone del villaggio di Syapru Besi sommerse interamente dal fango.
Le cause

Le immagini satellitari scattate prima e dopo la devastante alluvione lampo vicino al confine tra Nepal e Tibet rivelano un cambiamento sorprendente del paesaggio: tratti di verdi pendii montuosi visibili prima del disastro sono ora ricoperti da una vasta distesa di detriti e sedimenti marroni. Le immagini di Planet Labs hanno fornito i primi indizi su come potrebbe essere iniziato il disastro. Gli esperti che hanno esaminato le immagini ritengono che la parte inferiore di un ghiacciaio si sia staccata in alta montagna e sia precipitata per centinaia di metri nella valle sottostante, probabilmente trascinando con sé rocce esedimenti durante la caduta.
Non è stato affatto un terremoto
Le prime segnalazioni indicavano un terremoto come possibile causa scatenante, ma in seguito l‘US Geological Survey ha affermato che l’attività sismica registrata proveniva dal crollo stesso piuttosto che da un terremoto separato, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters. Seguiranno aggiornamenti su questa devastazione (c’entra il cambiamento climatico?).
Per saperne di più:
- Consulta USGS
