Il sovraffollamento e il consumo di energia trasformeranno la Terra in una gigantesca palla di fuoco entro il 2600. L’inquietante profezia di Stephen Hawking.

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Entro il 2600 gli esseri umani trasformeranno il pianeta in una gigantesca palla di fuoco, sosteneva Stephen Hawking. Il sovraffollamento e il consumo di energia renderanno la Terra inabitabile nel giro di pochi secoli, spiegò Hawking in un video durante il Tencent WE Summit di Pechino, nel 2017. Per evitare questo destino, il fisico disse che la specie umana dovrà cercare un pianeta abitabile altrove. Anche il CEO di SpaceX, Elon Musk, aveva detto che un qualche tipo di estinzione di massa spazzerà via l’umanità dalla Terra in un futuro prossimo. In effetti, Musk ha più volte ribadito di aver fondato l’azienda con l’obiettivo di rendere l’umanità una “specie multi-planetaria”.

Saremo costretti ad abbandonare la Terra

Stephen Hawking durante il Festival STARMUS III nel 2016 alle Isole Canarie. Crediti: depositphotos/Derek Storm/Everett Collection.

Hawking ne aveva parlato durante la presentazione di Breakthrough Starshot, un progetto da 100 milioni di dollari che mira a sviluppare sonde minuscole, senza equipaggio e dotate di vela, che saranno accelerate fino al 20 percento della velocità della luce tramite potenti laser. Questi nanoveicoli potrebbero raggiungere Marte in meno di un’ora e, teoricamente, sorvolare l’esopianeta più vicino alla Terra (Proxima b, potenzialmente abitabile, che si trova a circa 4,2 anni luce da noi) dopo un viaggio spaziale di soli 20 anni.

Il progetto Breakthrough Starshot

Siamo andati a spulciare i siti ufficiali dell’iniziativa e abbiamo scoperto che quasi un decennio dopo la sua presentazione, il progetto spaziale interstellare da 100 milioni di dollari sembra ancora più un sogno irrealizzabile che altro. Al momento della sua inaugurazione, otto anni fa, l’obiettivo del team era di varare la navicella a vela luminosa entro “la prossima generazione”, ovvero entro 20-30 anni. La navicella avrebbe impiegato altri 20-30 anni per raggiungere la sua destinazione.

Un progetto irrealizzabile?

Detto questo, gli scienziati sono già riusciti a realizzare un sensore d’immagine di soli 0,575 x 0,575 millimetri nel 2019, ovvero la dimensione di un granello di sale. Affinché le fotocamere siano utili nello spazio, devono anche essere dotate di filtri specializzati per isolare specifiche lunghezze d’onda della luce, il che rappresenta un’ulteriore sfida da superare quando si parla di una fotocamera su scala sub-grammo. Si tratta di sfide immense da superare, che la crisi economica globale ha accentuato. Uno degli scienziati del progetto aveva dichiarato a Interesting Engineering l’anno scorso che il team aveva smesso di lavorare a causa della mancanza di fondi. Sebbene Breakthrough Initiatives abbia lavorato a diversi progetti, le informazioni riguardanti Breakthrough Starshot sono rallentate a vista d’occhio. Vi terremo comunque aggiornati sui nostri canali.

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