Nelle profondità dell’Oceano Pacifico, la crosta terrestre si sta lacerando. Ecco tutto quello che sappiamo.
Per la prima volta, gli scienziati hanno osservato direttamente una zona di subduzione, ovvero il punto in cui una placca tettonica si immerge sotto un’altra, nel bel mezzo di una frattura oceanica. La scoperta, pubblicata su Science Advances, fornisce una visione senza precedenti di come la superficie terrestre cambia nel tempo e aggiunge nuove informazioni sul potenziale di futuri terremoti nel Pacifico nord-occidentale.
Cosa sono queste zone di subduzione

Le zone di subduzione sono tra le strutture più dinamiche della Terra. Spostano i continenti in tutto il mondo, innescano terremoti ed eruzioni vulcaniche e “riciclano” la crosta terrestre in profondità. Tuttavia, queste zone non sono permanenti. Se non finissero mai, i continenti continuerebbero a scontrarsi e fondersi, cancellando gli oceani e gran parte della storia geologica del pianeta. Per decenni, gli scienziati si sono chiesti come questi sistemi colossali possano giungere alla fine.
I dettagli dello studio
Al largo dell’isola di Vancouver, nella regione della Cascadia, gli scienziati hanno assistito allo svolgersi di questo “incidente”. Qui, le placche Juan de Fuca ed Explorer stanno lentamente scivolando sotto la placca nordamericana, e nuovi dati mostrano che il sistema si sta letteralmente lacerando. Per osservare il processo, i ricercatori hanno utilizzato l’imaging sismico a riflessione, essenzialmente un’ecografia dell’interno della Terra, combinata con registrazioni dettagliate dei terremoti. Le immagini risultanti hanno rivelato profonde fratture nei punti in cui la placca oceanica si sta rompendo.
Le conclusioni degli scienziati
“Questa è la prima volta che abbiamo un quadro chiaro di una zona di subduzione mentre sta morendo”, spiegano gli autori dello studio. Lungo lo strappo di 75 chilometri, alcune parti rimangono sismicamente attive, mentre altre sono diventate silenti. “Una volta che un pezzo si è completamente staccato, non produce più terremoti perché le rocce non sono più attaccate tra loro”, concludono. L’assenza di terremoti in alcune aree suggerisce che alcune sezioni della placca si siano già staccate e che il divario si stia gradualmente allargando nel tempo.
Per saperne di più:
- Leggi i dettagli dello studio su Science Daily.
