Il 23 giugno il satellite Sentinel-3 ha misurato temperature al suolo oltre 55°C in Spagna, Francia e Nord Africa, con punte di 48°C a Madrid e 44°C a Roma. Un “heat dome” ha bloccato l’Europa occidentale tra due sistemi di bassa pressione. È un’ondata di calore eccezionale, ma ormai è la stessa frase che ripetiamo ogni anno.

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Il 23 giugno il satellite Copernicus Sentinel-3 dell’ESA ha scattato una foto dell’Europa che non è come tutte le altre, ma serve infatti a misurare le temperature al suolo nelle nostre città. I colori vanno dal viola al rosso scuro, e le macchie più calde superano i 55°C in Spagna, Francia e Nordafrica. L’immagine è diventata virale perché mostra quello che già sappiamo, e cioè che l’estate è arrivata, e che anche quest’anno non sarà clemente. Il satellite ha infatti registrato 48°C a Madrid, 44°C a Roma, 46°C a Poitiers e Saragozza, 49°C a Tunisi. Un caldo da record senza precedenti.

La differenza tra suolo e aria

La temperatura del suolo è una cosa comunque diversa da quella dell’aria. L’asfalto, la sabbia e la roccia trattengono il caldo molto più dell’aria che respiriamo, e per questo i numeri sono sempre più alti di quelli che leggiamo nei bollettini. È una differenza fisica… ma il risultato è comunque lo stesso: le città diventano forni, le campagne si seccano, e il caldo si accumula giorno dopo giorno senza trovare un modo per uscire.

L'estate è arrivata, e ha portato con sé (di nuovo) un caldo da record
L’immagine dal satellite Sentinel-3, pubblicata dall’ESA in data 23 giugno. (Crediti: ESA)

Un caldo che si ripete

L’ondata è causata da un “heat dome”, ovvero un’area di alta pressione che rimane bloccata sull’Europa occidentale e impedisce all’aria fresca di entrare. Il fenomeno è vecchio come il mondo, e si ripete ogni estate con la stessa violenza (e ogni volta sembra la prima). La differenza è che gli strumenti per misurarlo sono sempre più precisi e le scuse per ignorarlo ormai sono finite. Il termometro segna 55 gradi al suolo, e l’estate è appena cominciata. Resta solo da chiedersi quanto misurerà tra qualche anno.

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