Le parole di Luca Parmitano su Artemis III celebrano la scuola italiana, gli insegnanti e il valore della gratitudine verso chi ci forma

Advertisement

«Ci sono molti elementi che devono incastrarsi per un lancio spaziale. E serve una piattaforma di lancio. E per me, quella piattaforma di lancio è il mio Paese, l’Italia, il suo sistema educativo, l’Aeronautica Militare Italiana che mi ha fornito gli strumenti professionali per arrivare qui oggi». Nelle parole di Luca Parmitano, pronunciate durante la presentazione come pilota della missione Artemis III, c’è un riconoscimento che merita di essere ascoltato con attenzione. Prima ancora dell’addestramento militare e della carriera aeronautica, Parmitano indica il sistema educativo italiano come la sua vera piattaforma di lancio.

L’insegnante

Spesso siamo portati a confrontarci con altri Paesi, convinti che altrove tutto funzioni meglio. Eppure, forse, non ci rendiamo conto del valore straordinario della nostra scuola e dell’importanza che essa ha a tutti i livelli. Dalle maestre delle elementari ai professori del liceo, dalle università ai docenti che, nonostante stipendi spesso poco adeguati e difficoltà crescenti, continuano a svolgere il proprio lavoro con dedizione e passione. In un’epoca in cui ci lasciamo facilmente abbagliare da programmi innovativi e metodologie sempre più alla moda, rischiamo di dimenticare l’elemento più importante: l’insegnante. Quella persona che sa riconoscere una curiosità, alimentarla e, a volte, cambiare una vita. Perché educare non significa soltanto trasmettere nozioni, ma lasciare un segno.

Luca Parmitano con la tuta ufficiale della missione Artemis III
Luca Parmitano con la tuta ufficiale della missione Artemis III. Credit: NASA

Nota personale

Ho la fortuna di avere ancora in vita la mia maestra delle elementari, alla quale sarò sempre grato. Fu lei a incoraggiare quella mia strana passione per i razzi e gli aeroplani, quando invece di alberelli e casette riempivo i quaderni di missili e navicelle. Forse, senza saperlo, anche lei contribuì a costruire quella piccola piattaforma di lancio dalla quale è partita la mia curiosità per lo spazio.

La gratitudine espressa da Luca Parmitano

C’è poi un altro aspetto, forse ancora più bello, nelle parole di Luca Parmitano: la gratitudine. In un mondo che spesso celebra soltanto il risultato individuale, riconoscere apertamente il debito verso chi ci ha formato, verso le istituzioni che ci hanno sostenuto e verso le persone che hanno creduto in noi, è qualcosa di prezioso. È un esempio per tutti noi. Perché la gratitudine non è soltanto una forma di educazione o di cortesia: è la consapevolezza che nessuno arriva lontano da solo. E forse non c’è riconoscimento più grande, per un insegnante, per un genitore o per un maestro di vita, che sentirsi dire, anche dopo tanti anni: «Una parte di ciò che sono oggi, lo devo anche a te».

In fondo, è anche questo che rende ancora più grandi le parole di Luca Parmitano. Nel momento in cui si prepara a tornare verso la Luna, ci ricorda che nessuno si lancia nello spazio da solo. Dietro ogni volo c’è sempre una piattaforma di lancio fatta di maestri, sacrifici, fiducia e affetto. E la gratitudine, forse, è una delle qualità più belle che un essere umano possa coltivare: fa bene a chi la riceve, ma ancora di più a chi la prova.