Inizio della Fase 1 della base lunare NASA: primo passo verso presenza umana sostenibile sulla Luna, con infrastrutture e ricerca avanzata.

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La NASA ha assegnato contratti del valore complessivo di alcune centinaia di milioni di dollari a quattro aziende statunitensi per forniture e sistemi destinati alla prima fase di una base sulla Luna. Tra i contratti, Blue Origin è incaricata di fornire due lander per il trasporto di veicoli di superficie lunare (rover), con componenti costruiti da Astrolab e Lunar Outpost. Firefly Aerospace fornirà i primi droni lunari destinati a operazioni robotiche sulla superficie.

David Scott uomo sulla Luna
David Scott sulla Luna con le missioni Apollo

Obiettivi delle consegne e tempistica

L’agenzia prevede che i sistemi robotici e la logistica di supporto arrivino sulla superficie lunare prima dell’atterraggio dei primi equipaggi Artemis, attesi entro il 2028. I deliverable comprendono lander per il trasporto dei rover, rover stessi e droni per ricognizione e supporto operativo.

Contesto missione Artemis e capacità di trasporto umano

Nell’aprile 2026 la missione Artemis II ha condotto un volo orbitale lunare con quattro astronauti, segnando un volo umano più profondo nello spazio rispetto alle missioni Apollo (anni 1968–1972). Le successive missioni Artemis includono le attività di test in orbita dell’elemento di trasporto umano Orion e l’integrazione con i lander sviluppati da Blue Origin e SpaceX.

Fasi di sviluppo della base sulla Luna

La costruzione e l’operatività della base lunare sono pianificate in più fasi:

  • Fase 1 (immediata–2028): dispiegamento di lander, rover e droni; dimostrazioni robotiche e consegne pre-astronautiche;
  • Fase 2 (2029–primi anni ’30): infrastrutturazione permanente, inclusa l’installazione di una rete elettrica e sistemi di supporto logistico;
  • Fase 3 (anni ’30): realizzazione di habitat permanenti capaci di supportare equipaggi per periodi prolungati e transizione verso presenza sostenuta.

Configurazione geografica e concetto operativo

La localizzazione iniziale delle attività è prevista in prossimità del polo sud lunare. Il concept operativo include l’estensione della base su centinaia di miglia quadrate. La NASA ha indicato che i segnali perimetrici e gli indicatori sono concepiti per rispetto dei veicoli e delle infrastrutture di altri Stati. L’agenzia si attende forme di reciprocità e coordinamento internazionale per minimizzare interferenze e garantire sicurezza operativa.

Obiettivi scientifici ed economici verso la Luna

La base è intesa a promuovere sia attività scientifiche, esplorazione geologica, fisica del regolite, studi ambientali e test di tecnologie abitative, sia lo sviluppo di un’economia lunare che possa sostenere future missioni di superficie e supportare preparativi logistici per missioni umane su Marte.

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Dichiarazioni dei dirigenti

Secondo i responsabili del programma, la NASA considera le attività iniziali come passaggi fondamentali verso una presenza permanente sulla Luna. L’obiettivo dichiarato è stabilire insediamenti e infrastrutture che consentano operazioni continue e la progettazione di missioni interplanetarie successive.

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