Ma perché in estate a mezzogiorno in spiaggia la sabbia scotta, fa molto caldo e sentiamo la necessità di trovare refrigerio tuffandoci a mare?

La risposta sta nel calore specifico. Il calore specifico delle acque è più alto rispetto a quello delle terre emerse. E cosa significa quindi? Significa che è necessario un numero superiore di calorie affinché si elevi di un grado centigrado un grammo di acqua.

Andiamo a spiegare meglio questo fenomeno

Durante il giorno il mare si riscalda più lentamente della sabbia (da tenere presente inoltre che mentre nella terra il calore si propaga per conduzione e rimane concentrato nella parte più corticale a partire dal piano campagna, nell’acqua il rimescolamento consente una distribuzione del calore anche in profondità). Pertanto durante il dì, il suolo si scalda più velocemente ed al contempo riscalda anche l’aria soprastante che, aumentando di temperatura, si innalza. Ne consegue che si verifica una diminuzione di pressione atmosferica (temperatura e pressione sono grandezze inversamente proporzionali) nell’areale suddetto.

E l’aria che si trova sulla superficie del mare cosa fa?

Essendo più fresca e trovandosi in una zona ove la pressione è più alta, si sposta verso la spiaggia, verso cioè la zona di depressione che si è formata sulla terraferma generando la brezza marina. Durante la notte però ecco che il fenomeno si inverte. La sabbia della spiaggia ed il suolo in generale si raffreddano più velocemente dell’acqua del mare: la zona di depressione ora la si rinviene sopra la superficie del mare verso cui arriva un vento debole dalla costa: la brezza di terra.

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