Una donna incredibile: il suo lavoro fu decisivo per tutto il programma spaziale americano

E’ deceduta all’età di 101 anni Katherine Johnson. Afroamericana, è stata una delle più brillanti matematiche assunte dalla NASA per calcolare a mano (i computer negli anni ’50 -’60 non erano ancora sviluppati) le traiettorie dei razzi e le orbite della Luna. Per il suo talento venne soprannominata “computer umano”. Ricordiamo di lei un contributo decisivo per i calcoli che portarono la capsula Mercury, chiamata “Freedom 7” con a bordo Alan Shepard, ad effettuare un volo spaziale, il secondo dopo quello di Jurij Gagarin.

Alan Shepard ed Apollo 14. Credit: NASA

Katherine Johnson divenne decisiva anche per la missione Mercury – Atlas 6 del 1962 che portò l’astronauta John Glenn ad essere il primo statunitense ad entrare in orbita intorno alla Terra. Il suo volo durò 4 ore e 55 minuti. “Se lei dice Ok – si racconta che abbia detto Glenn riferendosi ai calcoli – allora vado”. La missione fu un vero e proprio successo.

Ma non finisce qua, La Johnson continuò ad essere molto importante

Lavorò per quasi tutte le missioni spaziali:

  • Apollo 11 nel 1969 con l’arrivo dell’uomo sulla Luna;
  • Le missioni Shuttle;
  • I primi studi per cercare di inviare sonde su Marte.

La sua storia è raccontata nel film “Il diritto di contare” dove emergono anche le difficoltà degli afroamericani durante il periodo di segregazione razziale. Nel novembre del 2015, il presidente Barack Obama incluse Katherine Johnson in un elenco di 17 americani ad aver ottenuto la Medaglia Presidenziale della Libertà, la più alta onorificenza americana.

Barack Obama premia Katherine Johnson
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